Apr 18

Vitalizi nelle Regioni. La Sardegna tra i modelli negativi.

La Sardegna compare nella lista nera delle Regioni che non hanno tagliato i vitalizi: così in un dossier pubblicato oggi dal quotidiano “La Repubblica”, nel quale si legge che l’Isola è rimasta “fuori dal percorso virtuoso” previsto il 10 ottobre 2014 dalla Conferenza delle assemblee regionali con un ordine del giorno. Obiettivo: “ridurre del sei per cento le pensioni sotto i 1.500 euro mensili e del 15 per cento quelle con importo superiore ai seimila euro”.

In Italia solo Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Val d’Aosta, Veneto e Puglia si sono adeguate a quei parametri che la Sardegna, a maggior ragione, avrebbe dovuto fare propri visto lo scandalo politico scoppiato nel 2014.

Era il 5 maggio quando si accertò che Claudia Lombardo, allora presidente uscente del Consiglio, e Andrea Biancareddu, anche lui con quattro legislature alle spalle, avevano diritto a un vitalizio d’oro. L’una, classe 1972, da 7.225,75 lordi, pari a 5.017 euro netti; l’altro, classe 1966, percepisce alla mano 5.009 euro (7.225,75 lordi).

Proprio sull’onda di quella polemica, il presidente dell’Aula, Gianfranco Ganau, decise di pubblicare online, sul sito istituzionale, i nomi degli ex consiglieri regionali che a quella data percepivano una pensione. Venne fuori un elenco da 317 nomi, il cui costo annuo è oggi di 17 milioni e 760mila euro, come risulta dall’ultimo bilancio approvato lo scorso 30 marzo contestualmente alla Finanziaria 2017. Ganau si impegnò, a nome dell’intera Assemblea, a tagliare i vitalizi. Ma quella promessa è rimasta tale.

Per farsi un’idea sulla dimensione della spesa, gli eletti fino al 2000, con due mandati all’attivo, prendono una pensione lorda che varia dai 5.300 euro ai 4.900 (il 54 per cento della base imponibile fissata a 9.900 euro e poi scesa a 9.200). Per quelli entrati in Aula dopo il 2000, il vitalizio è compreso tra i 3.700 euro e i 3.400 (il 38 per cento dell’indennità). E si tratta sempre di importi lordi calcolati su dieci anni di attività consiliare.

L’Assemblea sarda aveva attuato la sua spending review a gennaio 2014, alla fine della XIV legislatura, quando con la legge 2 vennero cancellati i fondi ai gruppi, sull’onda della doppia inchiesta della Procura di Cagliari che mandò a processo, per peculato, venti consiglieri regionali e ne ha indagati un’altra sessantina. In quell’occasione l’Aula decise di non prevedere più i vitalizi a partire dal 2009.

Nel dossier de La Repubblica è scritto ancora: “In Sardegna l’unica dieta adottata è stata il blocco dell’adeguamento dei vitalizi all’Istat”. E ancora: “Nell’elenco dei vitalizi sardi, a lungo tenuto segreto, figurano oggi i nomi di dodici ex consiglieri di recente condannati per le spese allegre fatte coi soldi dei gruppi. Secondo le accuse si distribuivano una ‘paghetta’ da 2.500 euro. Prassi riconosciuta illecita in primo e in qualche caso in secondo grado”.

Questi i nomi e il valore netto del vitalizio: Salvatore Amadu (Forza Italia), 5.215 euro; Giuseppe Atzeri (Psd’Az) 1.471;  Carmelo Cachìa (ex Udeur, poi Pd) 1.920; Raffaele Farigu (Nuovo Psi) 4.273; Mondino Ibba (ex Sdi) 3.827; Silvestro Ladu (Fortza Paris) 4.951; Sergio Marracini (ex Udeur) 3.846; Pierangelo Masia (Sdi) 3.837; Onorio Petrini (ex Pdl) 3.746; Adriano Salis (Idv) 2.255; Beniamino Scarpa 2.523 (ex Psd’Az poi Pd); Salvatore Serra (PdCI) 1.810 euro. (Alessandra Carta, www.sardiniapost.it).

Sono oltre 60 gli automobilisti fotografati per eccesso di velocità dall’autovelox dei Carabinieri della Compagnia di Ghilarza, sulla statale 131 e 131dcn, nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Fra gli altri anche un automobilista che andava a 160 chilometri all’ora in un tratto di strada dove il limite massimo è di 80. Alla repressione le pattuglie hanno accompagnato, però, anche la prevenzione. Così a 400 automobilisti sono stati distribuiti altrettanti etilometri monouso con l’invito ad usarli per controllare il proprio tasso alcolico prima di mettersi in viaggio, dopo il pranzo e la cena di Pasqua e Pasquetta. Ad altri 400, invece, sono stati consegnati depliant sul corretto trasporto dei bambini.

Incidente stradale, questo pomeriggio, lungo la strada provinciale Narbolia-San Vero Milis. La  Clio guidata da una donna cubana (sposata e residente a San Vero Milis) ha improvvisamente sbandato, andando a sbattere contro il guard rail. L‘auto si è poi ribaltata ed è andata a fermarsi nella cunetta dalla parte opposta al suo senso di marcia.  Per liberare dalla lamiera la donna sono dovuti  intervenire  i Vigili del fuoco di Oristano, immediatamente giunti sul posto assieme ai Carabinieri.  Nonostante i traumi riportati la donna non sarebbe  in pericolo di vita

Fuochi d’artificio, un’arte millenaria che in Sardegna rischia di scomparire. A lanciare il grido d’allarme sono sei aziende del settore (Magic Stars e Giorgio Oliva Fireworks di Pabillonis, Stelle Magiche di San Gavino Monreale, Alessio Massa di Serdiana, Nautica Damatti Armeria di Porto Cervo e Oliva Fuochi Artificiali di Villaurbana),  che non hanno gradito la decisione di bloccare le autorizzazioni per gli spettacoli pirotecnici assunta alla vigilia di Pasqua dal Questore di Oristano, Giovanni Aliquò.  “Decisione incresciosa che limita la libera iniziativa, soffoca ancor più l’economia locale e non trova riscontro in tutto il territorio nazionale”, denunciano i titolari delle sei imprese. Tutto è cominciato una settimana fa, con la notifica ai comuni di Santa Giusta, Palmas Arborea, Cabras, San Vero Milis, Riola Sardo e Nurachi di una diffida dell’Enpa ad autorizzare spettacoli pirotecnici in prossimità delle zone umide classificate come sito di interesse comunitario (Sic). “Divieti e burocrazia rischiano di mandare sul lastrico tante famiglie che da generazioni fanno questo lavoro rispettando le leggi dello Stato”, accusano le aziende interessate, contestando le motivazioni in materia di tutela dell’avifauna e di pubblica sicurezza addotte a sostegno del blocco delle autorizzazioni.  “Le norme regionali rischiano di bloccare gli spettacoli pirotecnici sul 60% del territorio sardo, ma ricordiamo a tutti che in queste zone la fauna esistente ha convissuto tranquillamente con i fuochi artificiali negli ultimi 100 anni”, argomentano i firmatari della protesta, che puntano il dito anche contro i divieti dei botti per Capodanno adottati da molti comuni.

Il museo civico di Cabras, l’area archeologica di Tharros e la torre di San Giovanni  hanno registrato numeri da record per le festività pasquali. Tra il sabato e il lunedì di Pasquetta sono stati ben 5020 i visitatori dei beni culturali nel Sinis.  Numeri in forte aumento rispetto agli stessi giorni del 2016, quando vennero registrati circa 4000 visitatori. Forte soddisfazione, per il grande interesse mostrato dai turisti per i beni culturali in territorio di Cabras (e in particolare per il museo civico), è stata espressa dal sindaco Cristiano Carrus e dall’assessore Fenisia Erdas. “Sono numeri – hanno detto Carrus ed Erdas – che proiettano Cabras al primo posto tra le mete culturali della Sardegna. Un ringraziamento particolare va, quindi, a tutti gli operatori che lavorano per l’accoglienza e la fruizione del nostro territorio”.

Da sabato 22 a martedì 25 aprile si svolgerà, a Bosa, la terza edizione di “Bosa Beer Fest”, il più grande festival dedicato alla birra artigianale in Sardegna. Quest’anno saranno ben 25 i birrifici artigianali che  insieme a ristoratori locali e specialisti dello street food daranno vita a un ottimo gastropub tra le vecchie conce sulle rive del fiume Temo. Ottima birra, quindi, e tante delizie del territorio, accompagnate da buona musica, animazione e spettacolo, che coinvolgerà grandi e piccoli per una festa all’insegna del sano divertimento. “Quando le migliori produzioni brassicole sarde incontrano il meglio della ristorazione è un peccato non esserci”. Così sostengono  all’unisono gli organizzatori, che oltre alla “Festa della birra” propongono anche il “Bosa Beer Gourmet”.  I ristoratori bosani e i mastri birrai sardi proporranno, infatti,  i loro menù in abbinamento alle birre artigianali, con ogni chef che presenterà all’attenzione dei “curiosi” un menù ispirato o basato sulla produzione brassicola del birrificio ospite.  Il “Bosa Beer Fest” è un evento organizzato dall’associazione culturale “Sardinia4All”, grazie al patrocinio dell’assessorato al Turismo della Regione, Comune di Bosa, gli sponsor principali Simply Market e CentroCash, e alla partnership della Confartigianato Imprese Sardegna.

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