Nov 28

Chiesti dal Pm 5 anni di carcere per Francesca Barracciu (Pd), accusata di peculato.

Cinque anni di reclusione. È quanto ha chiesto, al termine della sua requisitoria, il Pubblico ministero, Marco Cocco, nei confronti dell’ex sottosegretaria alla Cultura, Francesca Barracciu (Pd), accusata di peculato nell’ambito dell’inchiesta sull’uso illecito dei fondi destinati ai gruppi del consiglio regionale della Sardegna.

“L’onorevole Barracciu ha percepito quei soldi: che utilizzo ne ha fatto? Un interrogativo che ancora oggi attende risposta”, ha sottolineato il Pm. Il riferimento è ai 77 mila euro che Francesca Barracciu avrebbe incassato illecitamente durante il suo mandato di consigliere regionale nella tredicesima legislatura (l’esponente del Pd è stata, complessivamente, in consiglio regionale dal 2004 al 2012, quando si dimise perché eletta nel Parlamento europeo).

Marco Cocco, il pubblico ministero che coordina tutte le inchieste sui fondi (con oltre ottanta politici inquisiti o già a processo), si è poi soffermato sulle giustificazioni fornite dall’imputata in due interrogatori, quando Francesca Barracciu parlò di “…rimborso chilometrico per iniziative fatte nell’interesse del gruppo”. “I chilometri – ha detto il Pm – erano 65.597, ma così il conto arriva solo a 31 mila euro e non ai 33 mila, e cioè a una parte di quelli contestati (alla Barracciu sono stati contestati in una primo momento 33 mila euro, ai cui sono poi stati aggiunti altri 44 mila. ndr). Le sue – ha detto il Pm – sono giustificazioni virtuali”.

La posizione di Francesca Barracciu era stata stralciata dall’inchiesta in cui erano indagati tanti altri esponenti del Pd (fatto, questo, che era stato fortemente contestato dalla difesa, mentre i giudici avevano dato ragione al Pm). Nel processo, l’ex sottosegretaria del Pd ha deciso di non farsi interrogare e ha consegnato una memoria, depositata agli atti.

Di diverso avviso dal Pm, il legale dell’imputata, Franco Luigi Satta, che ha concluso la sua arringa sostenendo che Francesca Barracciu deve essere assolata perché il fatto non sussiste. “La prova – ha detto l’avvocato Satta – deve essere concreta e qui non c’è”. Per la sentenza bisognerà attendere il 5 dicembre.

Intanto, a pochi mesi dalla decisione della Cassazione, che ha fatto diventare definitiva la condanna a un anno e mezzo per peculato legato alle spese di quando era nel Gruppo Misto (circa 60 mila euro), l’ex consigliere dell’Idv, Adriano Salis, è stato nuovamente rinviato a giudizio per peculato nella vicenda dei fondi ai gruppi.

Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Cagliari, Giuseppe Pintori, che ha accolto la richiesta del Pm Marco Cocco. Questo nuovo procedimento è legato alle spese legate al gruppo Fas, con la Procura che contesta 86 mila euro di fondi destinati al gruppo, quando l’esponente era consigliere regionale della legislatura dal 2004 al 2008. Il processo inizierà il 9 marzo 2018.

“Oristano deve essere compresa fra le Aree di crisi ambientale che attendono occasioni di tutela e riconversione”. Lo ha chiesto il sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, che ha manifestato la sua posizione in occasione della conferenza nazionale sull’amianto, che si è svolta a Casale Monferrato. Il sindaco della città piemontese, Titti Palazzetti, ha letto e poi consegnato al Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, una comunicazione con cui il sindaco Lutzu ha evidenziato come Oristano e la provincia “…rappresentino (in tema di rischio amianto) l’espressione territoriale tragicamente più significativa e conclamata dell’intera Sardegna. Oristano è la città capoluogo della zona di maggior concentrazione di fabbriche per la lavorazione dell’amianto; stabilimenti che vennero chiusi quasi contemporaneamente, dopo che la messa al bando dell’amianto e dei suo i derivati divenne Legge dello Stato”. Il sindaco Lutzu ha poi ricordato l’attività degli stabilimenti della Sardit a Oristano, e della Cemasarda a Marrubiu, l’impegno dell’associazione ex esposti amianto (rappresentata alla conferenza dal presidente Giampaolo Lilliu), e, unendosi alla richiesta dell’assessore regionale all’Ambiente, Donatella Scano (presente a Casale), ha auspicato l’approvazione di strumenti normativi adeguati a superare l’emergenza ambientale e sociale, e ha chiesto l’inserimento di Oristano fra le aree compromesse per le opportune bonifiche e riconversione. Rivolgendosi al sindaco di Casale Monferrato, Lutzu ha manifestato “…gratitudine per gli interventi attuati per far fronte all’emergenza amianto. Amianto-zero non è un’utopia, non può, non deve, e non vuole essere uno slogan. È un obiettivo condiviso anche da Oristano, che faccio mio, rinnovando la vicinanza e l’attenzione per questa battaglia di civiltà”.

“Scuola di volo, ricerca aerospaziale e manutenzione velivoli; nessun traffico passeggeri ma traffico merci; scalo come sede di protezione civile ed elisoccorso regionale”. È quanto hanno sostenuto Aeronike e Distretto aerospaziale della Sardegna, illustrando il progetto per rilanciare l’aeroporto oristanese di Fenosu. La cordata che si è aggiudicata, per 73 mila euro, le quote della Sogeaor può iniziare, quindi, ad operare, dopo aver rilevato dal vecchio azionariato pubblico l’intero capitale della società titolare della concessione per l’Aviazione generale, rilasciata a suo tempo dall’Enac. Alla conferenza stampa di Fenosu erano presenti Riccardo Faticoni per l’Aeronike, Giacomo Cao del Dass, il direttore dell’Enac Marco di Giugno, il liquidatore della società Alberto Annis, il sindaco di Oristano Andrea Luzu e il commissario straordinario della Provincia di Oristano Massimo Torrente. Faticoni, fra l’altro, ha anticipato che “…sono stati già avviati dei contatti per portare a Oristano una prestigiosa scuola di volo nazionale, considerato che c’è un grande bisogno di nuovi piloti e di tecnici aeronautici in tutto il mondo, e Fenosu può davvero diventare una importante sede di formazione a livello internazionale”. Giacomo Cao (Dass) ha invece sostenuto come lo scalo di Fenosu possa essere la sede ideale per lo sviluppo delle ricerche nel settore aerospaziale. “Gli studi – ha detto Cao – non avranno alcuna relazione con scenari di guerra neppure simulata, ma potranno determinare importanti ricadute economiche e occupazionali”. Faticoni e Cao hanno anche affermato di aver già chiesto un incontro agli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità per utilizzare lo scalo nei servizi di protezione civile ed elisoccorso. Gli aerei di linea, almeno nel breve periodo, non potranno invece atterrare, mentre si potrà lavorare bene con voli charter e privati, sfruttando anche la posizione baricentrica di Oristano nel settore della logistica e delle merci. Buone notizie anche per gli ex dipendenti: una risorsa su cui contare, e che, pur con la prudenza che deve accompagnare l’avvio delle attività, rientrano nei piani dei nuovi soci. Il direttore dell’Enac Sardegna, Marco Di Giugno, ha ribadito che gli aerei di linea non possono atterrare a Oristano “…perché l’aeroporto di Fenosu non rientra nel piano nazionale degli aeroporti per il trasporto pubblico. Potranno atterrare velivoli con un peso fino a 5 mila 700 chili, ma questo è uno scalo che, con il supporto del territorio e un serio business plan, può generare importanti economie”. Il sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, ha sottolineato l’importanza del risultato ottenuto con la cessione delle quote della Sogeaor a operatori privati. “Oggi ha inizio una nuova vita per l’aeroporto. Il comune – ha affermato Lutzu – sarà al fianco dei privati che hanno deciso di investire in questa impresa, impedendo il fallimento della società e garantendo la sopravvivenza di una infrastruttura strategica per il territorio, lo saremo in ogni sede (regionale, nazionale ed europea), con la forza e l’autorevolezza della nostra istituzione”. Sulla stessa lunghezzza d’onda anche il commissario della Provincia Torrente, così come il liquidatore della società, Alberto Annis, che per oltre sei anni ha seguito le vicende della Sogeaor . “Si è raggiunto un obiettivo importante – ha detto Annis -. Con la cessione delle quote si sono poste le basi per il rilancio dello scalo, che sarà un volano per l’intero territorio”.

Dal 1° dicembre 2017 si possono presentare al comune di Oristano le domande per l’accesso al Rei, il Reddito di inclusione. Il Rei è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica. Verrà erogato dal 1° gennaio 2018, e sostituirà il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’Asdi (Assegno di disoccupazione). Il Rei si comporrà di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta Rei) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del comune di appartenenza. Nel 2018, il Rei sarà erogato alle famiglie in possesso dei seguenti requisiti: cittadino dell’Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno nell’Unione europea per soggiornanti di lungo periodo; residenza in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Il nucleo familiare deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni: presenza di un minorenne; presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore; presenza di una donna in stato di gravidanza accertata; presenza di almeno un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, ed abbia cessato, da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione. Occorre, inoltre, che il nucleo familiare sia in possesso congiuntamente di un Isee non superiore a 6 mila euro, di un Isre (l’indicatore reddituale dell’Isee) non superiore a 3 mila euro, di un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20 mila euro, di una valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10 mila euro. Per accedere al Rei è inoltre necessario che ciascun componente del nucleo familiare non percepisca prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria, non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta, non possieda navi e imbarcazioni da diporto. Il beneficio economico varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare e dipende dalle risorse economiche già possedute. Il progetto personalizzato viene predisposto dai servizi sociali del comune, che operano in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà. Il progetto riguarda l’intero nucleo familiare e prevede specifici impegni che vengono individuati da operatori sociali identificati dai servizi competenti. La domanda può essere presentata dall’interessato o da un componente del nucleo familiare a partire dal 1° dicembre 2017 presso il comune di residenza o eventuali altri punti di accesso che verranno indicati dai comuni. Sul sito istituzionale www.comune.oristano.it sono pubblicati l’avviso integrale e la modulistica per la presentazione delle domande.

Grande successo della cena di beneficenza organizzata dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) di Oristano, in collaborazione con la Pro Loco di Arborea, presso il Centro Fieristico, a sostengo della prevenzione oncologica. Alla serata hanno partecipato tantissime persone, compresi i ragazzi della Leva del 1977 di Arborea, che hanno scelto di festeggiare i 40 anni in un modo speciale, dando il loro contributo a sostegno della lotta contro i tumori. Dopo l’ottima cena, a cura delle cuoche della Pro Loco di Arborea, si è tenuta l’estrazione finale dei biglietti della lotteria “Vinci in salute”, resa possibile grazie alla partecipazione di tanti negozianti e aziende del territorio, che hanno offerto i premi messi in palio. L’elenco dei biglietti vincenti è consultabile sulla pagina Facebook della Lilt di Oristano, mentre per ritirare i premi i vincitori dovranno recarsi presso la sede della Lilt, in via Sardegna 67, a Oristano, il venerdì dalle 16 alle 18, ed esibire il biglietto fortunato. “Abbiamo trascorso una bellissima serata – ha detto con soddisfazione Eralda Licheri, presidente della sezione di Oristano della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori –. Un grazie infinito a tutti coloro che hanno partecipato e collaborato. Si è trattato, infatti, di uno splendido gesto di solidarietà, che non può essere dato per scontato”. Eralda Licheri, dopo aver ringraziato per la generosità dimostrata la Pro Loco e i ragazzi della leva del 1977 di Arborea, negozianti e aziende (L’Orto di Eleonora, Cantina Pala Vini, la Cooperativa 3A, Cooperativa produttori Arborea, Pasticceria Arte Dolce, Claudia Gioiellerie, S.C. HIFI Oristano, Studio dentistico Miculan, Centro estetico Lucia Masala, Pispisa l’Ottico, Fioreria Gaura, Gioielleria Piana, Cartoleria Mucca Pazza, Glam di Maura Casu, Salaris Oristano), ha ricordato che “…i fondi raccolti tramite la cena e la vendita dei biglietti della lotteria saranno utilizzati per la realizzazione di progetti per la prevenzione del melanoma e di sensibilizzazione ai corretti e sani stili di vita nelle scuole della provincia”.

 

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