“In queste ore concitate e drammatiche occorre conservare la lucidità, e non prestarsi alla facile demagogia della piazza.
Se la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato appare una truculenta buffonata, anche le mobilitazioni in suo favore appaiono del tutto fuori luogo.
Questo pessimo epilogo chiude un irresponsabile percorso di privatizzazione delle istituzioni repubblicane, culminato nel contratto tra Lega e Cinque Stelle: con l’annesso comitato di conciliazione e con la conseguente scelta di una evanescente figura di esecutore tecnico cui affidare la parte di presidente del Consiglio.
Sergio Mattarella ha infine inflitto all’istituzione della Presidenza della Repubblica una torsione inaudita, che costituirà un precedente pericolosissimo. Il suo lungo discorso ha esplicitato il fatto che egli si è assunto la responsabilità di decidere l’indirizzo politico del governo, entrando nel merito di idee e di scelte politiche: così non rispettando spirito e lettera della Costituzione. Le sue motivazioni hanno formalizzato una dura verità: la sovranità dei mercati ha preso il posto della sovranità popolare. L’incarico a Carlo Cottarelli ha poi tratteggiato icasticamente l’immagine di una democrazia commissariata.
Nel suo discorso Mattarella ha detto che aveva accettato tutti i ministri tranne quello dell’Economia. Tutti: anche Matteo Salvini all’Interno. In questo doppio registro c’è il senso profondo della crisi generale in cui siamo sprofondati: si tutelano i soldi, non i corpi. Gli investitori, non i principi fondamentali della Carta. È una dittatura dei mercati in cui le vite, i diritti, l’eguaglianza contano meno di zero.
Ed è qui, è proprio in questa sottrazione di democrazia e in questa generale genuflessione al potere del denaro, che la propaganda razzista di Salvini prospera e macina consenso”. (Tomaso Montanari, presidente di “Libertà e Giustizia”).
“Sento definire quello che è successo come drammatico, incredibile e un gravissimo scontro istituzionale, in un crescendo di allarmati ed allarmati squittii. Eravamo talmente abituati all’idea che “politica” significasse correre dietro a personaggi scandalosamente impresentabili, da confondere la cronaca rosa shocking delle loro demenziali imprese. Ci siamo fatti confondere per venti anni dalle dispute fra lo Psiconano e De Benedetti, dalle imprese di Formigoni e dalle “pirloette” degli eredi del Pci sino a dimenticarci che cosa fosse la politica. Mentre il Paese era distratto dalla definizione della nuova unità di misura della degenerazione istituzionale era in corso la cessione della sua sovranità e della sua stessa aria a chiunque fosse in grado di comprarsela al ribasso. Oggi, finalmente giunti ai primi veri scontri fra modi diversi di intendere la cosa pubblica, sento che questo viene chiamato caos. Accidenti, era così radicata l’idea che parlare di politica significasse solo inseguire nipoti (da Letta a Ruby) ed orchestrare dibattiti sul nulla che assistiamo al disorientamento assoluto di fronte alla ripresa del confronto politico, anche duro. L’establishment è riuscito a bloccarci? Ok, fa parte del gioco! Non siamo certo affetti dalla sindrome dell’adolescente ribelle che spera che, alla fine, il padre gli dia ragione. Mattarella ha intortato le cose oppure ha fatto lo sgambetto alla democrazia? Lo vedremo, ma quello che invece è sicuro riguarda il cuore della contesa: c’è chi vuole vivere inginocchiato alle ragioni della finanza e dei suoi azzardi e chi non lo vuole. C’è chi vorrebbe continuare a consegnarci alla speculazione e chi no, neppure importano le ragioni oscure e recondite che portano i primi a comportarsi così. Non serve capirne la storia (che probabilmente non hanno) oppure denunciarne le intenzioni. E’ inutile perché le loro posizioni sono scoperte, finalmente, mentre le nostre lo sono sempre state. Quello che ne seguirà si chiama semplicemente politica: il confronto fra interessi diversi, combattuto con mezzi diversi dalla violenza, dopo avere denudato la casta questo era il nostro obiettivo più importante: un paese che tornasse a porsi i temi che contano per il suo futuro. Certo, sarebbe stato meglio non perdere altro tempo a cottarellarci al sole filtrato da un’aria così difficile da respirare, ma il confronto proseguirà: questa è la politica bellezze! In alto i cuori”. (Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, www.ilblogdellestelle.it).
Entro qualche giorno il sindaco di Oristano nominerà il nuovo assessore ai servizi sociali in sostituzione della dimissionaria Gianna de Lorenzo. “In questo modo cesserà l’interim che ho assunto nelle scorse settimane e sarà garantito il pieno rispetto delle quote rosa – ha osservato il sindaco Andrea Lutzu in una nota -. Ho voluto affrontare con il massimo della delicatezza e del rispetto questa vicenda visto che toccava la salute di un componente della giunta. Non mi è piaciuto – ha aggiunto Lutzu – che su questa vicenda, invece, sia partita la speculazione politica da parte del Pd (ma se il delirante Pd di Oristano non si appiglia a queste sciocchezze di che cosa può parlare? ndr). Il consiglio comunale era stato informato del fatto che l’assenza dell’assessore De Lorenzo sarebbe potuta durare poche settimane. Con spirito di servizio è stata lei, per prima, a rimettere il mandato e, dimostrando attaccamento all’istituzione e sensibilità verso la cosa pubblica, a rinunciare all’indennità di assessore. Forse un po’ più di prudenza e di rispetto sarebbe stato doveroso. L’attesa nella nomina di un nuovo assessore rispondeva alla necessità fi attendere un suo eventuale recupero. In questi giorni ho parlato più volte con lei, abbiamo valutato insieme se ci fossero le condizioni per un prossimo rientro ma, purtroppo, questa eventualità non è risultata praticabile nell’immediato. Quindi, preso atto della sua perdurante indisponibilità, nei prossimi giorni comunicherò il nome della persona che la sostituirà”.
Gli agenti della Questura di Oristano hanno arrestato un cittadino di etnia rom, di 32 anni, pluripregiudicato, per una serie di reati contro la persona e il patrimonio, commessi in varie parti d’Italia. Il rom, nei confronti del quale la Procura della Repubblica di Trapani aveva già emesso, appena 10 giorni fa, un ordine di carcerazione, è stato rintracciato il giorno dopo il suo arrivo a Oristano. Dopo le operazioni di rito l’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Massama, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nonostante risulti disoccupato, il 32enne è stato rintracciato presso un albergo insieme alla moglie e al figlio. Secondo la Questura, i tre, non avendo alcun interesse nel comune di Oristano, sarebbero venuti in città solo per commettere reati. A carico dell’arrestato, dopo che avrà scontato la pena, verrà emesso dal questore un foglio di via obbligatorio dalla provincia di Oristano, con il divieto di farvi ritorno per i prossimi anni.
Tre provvedimenti di ammonimento sono stati emessi, nel mese di maggio, dal questore di Oristano, nei confronti di alcuni residenti nella nostra provincia, responsabili di atti gravi nei confronti delle mogli, come percosse, umiliazioni, maltrattamenti vari, fino alle minacce di morte. Questi atteggiamenti aggressivi hanno causato nelle vittime uno stato di disagio psicologico, fisico ed economico, soprattutto quanto è stato intaccato (per i continui ammanchi) il bilancio familiare. Fatto, questo, che ha portato anche a cambiamenti repentini delle abitudini di vita dovuti al timore per la propria incolumità e per quella dei familiari. In un caso, un uomo di 48 anni era solito lanciare degli oggetti contro la moglie, svuotava i conti familiari per giocare alle slot machine e al Lotto e, dopo la separazione, ha minacciato e percosso la ex moglie. Nel secondo caso un 53enne picchiava e umiliava moglie e figlie, fino a minacciare che avrebbe fatto una strage. Nel terzo caso un uomo di 63 anni, oltre a continui insulti, minacce e aggressioni fisiche, ha causato importanti ammanchi dal bilancio familiare. Tutti episodi che fanno mantenere alta l’attenzione della Questura, che invita chi subisce maltrattamenti a rivolgersi direttamente agli Uffici della Polizia o presso il Centro antiviolenza di Oristano “Donna Eleonora”, per ottenere protezione e interventi immediati. “L’ammonimento – fanno sapere dalla Questura – è una misura con la quale è possibile intimare al responsabile dei maltrattamenti di uniformarsi a determinate condotte. Il questore, infatti, dispone di uno strumento flessibile per intervenire, in via preventiva, sulla pericolosità del maltrattante e per ripristinare condizioni di dignità e tutela delle persone maltrattate”.
Ancora dieci giorni per convincere la mamma, residente in Sardegna, che non ha voluto consegnare la figlia di due anni contesa con il padre che vive nella Penisola. E’ il termine dato dal Tribunale di Viterbo alla donna di 38 anni, dopo che il primo tentativo degli assistenti sociali di prelevare la piccola è andato a vuoto. La scorsa settimana, nell’abitazione della famiglia della mamma, che abita in un paese dell’Oristanese, erano arrivati anche i Carabinieri, mentre gran parte della comunità era scesa in piazza per esprimere solidarietà alla donna. Ora i giudici insistono e si rivolgono agli assistenti sociali: dovranno andare, nei prossimi dieci giorni, due volte al giorno dalla mamma per convincerla a lasciare la figlia. Tutto questo, hanno spiegato i giudici del Tribunale, per evitare una esecuzione forzata. La segnalazione è arrivata dal leader di Unidos, Mauro Pili, che ha rivolto anche un appello al Tribunale dei Minori di Cagliari. “Dopo il provvedimento del giudice – ha detto Pili – la vicenda rischia di trasformarsi in un dramma irreparabile per una povera creatura, che verrebbe strappata alla madre solo perché vive a casa dei genitori in un piccolo centro nel cuore della Sardegna”. Il problema è proprio la distanza. Anche volendo ottemperare alla decisione del giudice la donna si troverebbe nell’impossibilità economica di trasferirsi nel Lazio e di poter fare visita alla bambina nei giorni in cui le è consentito.
Sul sito della Questura di Oristano è stato pubblicato l’avviso relativo all’istituzione dell’Albo dei Fornitori per l’affidamento di lavori servizi e forniture del settore motorizzazione della Questura di Oristano.
5 comments
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Hai scelto due pezzi unici nel marasma dello stupidario scritto da tanti pennivendoli!
concordo!
Altro che Cottarelli… Prepariamoci a votare subito!
Povera Italia, siamo alla farsa.
Lo so che sono di parte, ma io non mi sento rappresentato da questo presidente della Repubblica.