I media sardi: baciate le mani, cedete i cervelli (di Paolo Maninchedda).

“Mi sento di dare un consiglio all’Opposizione in Consiglio regionale: non affidatevi ai giornali e alle tv sarde.
La conferenza stampa di ieri delle opposizioni era sbagliata nei contenuti e nel metodo. Si insegna agli studenti dei primi anni di Scienze della Comunicazione che non si concentrano i contenuti complessi in un solo atto comunicativo, perché li si fa durare tutti un solo giorno e opporsi per un giorno è inutile.
L’opposizione è una disciplina morale: si sta dove l’elettorato ha disposto che si stia, non si mercanteggia con la maggioranza (nell’assestamento di fine dicembre ci sono troppe briciole sospette, il cui valore non merita, in cambio, la scelta di essere morbidi con la maggioranza), si lavora a tutelare diritti, impostazioni, culture. A questa dura disciplina i consiglieri di opposizione sardi non sono abituati, sono troppo mondani per essere profondi e determinati.
Ma se l’opposizione non ha bussola perché non ha un progetto serio, non dispone di una visione alternativa perché ha desertificato tutto con la scommessa sul potere che l’ha generata, i giornali sardi sono molto peggio dell’opposizione.
Ieri, la maggioranza, appena l’opposizione ha annunciato la conferenza stampa contro la Giunta, ha annunciato altre tre conferenze stampa per oscurare la prima. Organi di stampa seri e indipendenti avrebbero dovuto chiamare l’Ufficio stampa della Regione e dire che non si sta a questi giochetti di bassa lega, invece hanno subìto la controffensiva, e oggi sui giornali il polpettone delle opposizioni è finito, quando è andata bene, in cinquanta righe: completamente schiacciata dal fuoco pseudo-informativo della Giunta. Rinunciare all’intelligenza delle cose e non difendere il proprio lavoro significa svilirlo e far perdere di valore economico la propria azienda.
Non parliamo di Rai 3 perché è semplicemente superfluo: che il Tg vada in onda oppure no non cambia di una virgola il tasso di informazione dei sardi. È il servizio pubblico della ripetizione.
Infine ci sono le censure, implicite e esplicite.
Facciamo un esempio. In altri tempi un bravo giornalista avrebbe raccolto tutti gli atti sulla continuità territoriale, avrebbe sentito tutti i protagonisti e poi, inevitabilmente, avrebbe raccontato che se i cieli della Sardegna sono in una crisi drammatica la colpa è del Presidente Solinas e della sua scelta scellerata di non dare gambe al bando già pubblicato e che doveva entrare in vigore il 17 aprile. Invece no. Si dice e si dice, sui giornali, dei voli, ma si rinuncia sistematicamente a voler far capire.
Sulle concessioni demaniali prorogate per un trentennio, che è un’enormità giuridica pazzesca, giacché corrisponde a una privatizzazione de facto di beni demaniali, la si butta in disputa di paese tra un sindaco e un assessore, e si tace che lo stesso assessore, fautore della privatizzazione soft delle spiagge è il promotore degli ampliamenti dei casotti sempre sulle spiagge.
Si tace su un vergognoso Piano casa cui ci stiamo contrapponendo in due e che sarà devastante nell’impatto sull’ambiente.
Si tace completamente sulla paralisi in cui versa l’Agricoltura.
Si tace completamente sul disordine in cui versa l’Assessorato del personale e degli Affari generali.
Si tace completamente sulla legge di geminazione delle poltrone, varata senza copertura finanziaria dalla Giunta, con errori/orrori plateali, e la si riduce a schermaglia consiliare.
Si nasconde completamente il fatto che la Protezione civile della Sardegna è guidata da un Dirigente nominato senza contratto, cosa mai vista prima in Italia (che già è uno Stato ad alto tasso di vergogna praticata e non sentita).
Si tace completamente sull’inchiesta giudiziaria che ha come epicentro la nuova gallina dalle uova d’oro di Cagliari, cioè l’aeroporto, e della galassia di potere che ha come fulcro la Camera di Commercio. È in atto un terremoto e si nasconde tutto.
Si tace completamente sull’Università di Sassari. Un autorevole docente universitario ha mandato a diversi organi di stampa (noi compresi) un corposo dossier su una vicenda giudiziaria in atto che rivela perfettamente la cortina di opacità che caratterizza l’operato dell’Ateneo più caro al Presidente della Regione, eppure nessuno ne parla (noi ne parleremo).
Si tace completamente sullo stato in cui versa la Giustizia in Sardegna, con un vigliaccume diffuso che porta gente come me a faticare per tenere acceso un baluardo di vigilanza e di dialettica verso il potere giudiziario, il potere che ha usurpato il potere politico e che decide in larga misura arbitrariamente chi vive, chi sopravvive e chi muore. La stampa chiede alle Procure carne da macellare ogni giorno, meglio se fresca e potente. Una forca al giorno vale qualche migliaia di copie. Se poi la vittima è troppo prossima agli ambienti troppo vicini ai salotti giornalistici, allora si declina alla piccola forca, quella di un giorno.
Si straparla di Abbanoa ma non se ne capisce nulla o non lo si vuole capire. È in atto un’aggressione della vecchia politica, condotta in modo scomposto, giuridicamente discutibile, con presupposti e mezzi sbagliati, che meriterebbe molta più attenzione nei suoi reali moventi, che sono predatori e spartitori. Se la Giunta e i Comuni vogliono il cambio della Governance, parlino con Egas, seguano le procedure, motivino la richiesta, e con certezza otterranno il risultato. Viceversa seguono un percorso tortuoso di messa in discussione di documenti e operati inattaccabili che inevitabilmente avrà sviluppi futuri. Ma all’amministratore unico vorrei dire, alla luce delle ultime notizie, che sta dilapidando un patrimonio di credibilità costruito sull’indipendenza della società dai rapporti politici, dall’attrattività suggestiva dei potenti, dalle cortesie e dai salamelecchi. Se c’è una cosa che occorre continuare a fare è difendere la società dai partiti, dai salotti, dalle lobby e dalle logge e, contemporaneamente, lavorare per renderla all’interno più efficiente e più umana. Non si è dato sangue per tre anni, quando tutti scappavano e la magistratura con la bava alla bocca voleva arrestare tutti, per poi affidare la società risanata a chi si sente di piegare il ginocchio ai viceré. Abbanoa è stata salvata da uomini liberi, non da mediatori di inutili gentilezze.
Ecco, di questo e di tanto altro sui giornali non si trova nulla e l’opposizione dovrebbe imparare a fare opposizione tutti i giorni, duramente, fieramente, con idee e opere. Ma, forse, sono io che non ho lo spirito dei tempi, ma ne vado fiero”. (Paolo maninchedda, www.sardegnaeliberta.it).

“Dopo più di un lustro di vere e proprie battaglie, portate avanti solo dal Sap, possiamo finalmente dire che la Polizia Postale e delle Comunicazioni è salva”. Inizia così una nota del Sap, con cui il sindacato della Polizia esprime grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto. “Il nostro intervento a livello nazionale, con l’apporto delle segreterie provinciali – si legge ancora nel comunicato -, è avvenuto con ogni mezzo e a tutti i livelli per contrastare i tagli di personale e scongiurare le definitive chiusure di 54 sezioni provinciali (addirittura 75 nel primo progetto). Abbiamo fatto pubbliche denunce e campagne di sensibilizzazione, fino a coinvolgere soggetti politici e organi di Governo… Si è passati in meno di un anno dalla realtà di sezioni “virtuali” (cioè azzerate oppure con appena due o tre operatori), al progetto di 73 sezioni per la sicurezza cibernetica, ognuna con 14 unità”. Un’inversione di tendenza, secondo il Sap, che è indice di attenzione e sensibilità alle problematiche della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che prevalentemente contrasta i crimini informatici. “Tagliare e chiudere questi uffici – sostiene il Sap nella nota – avrebbe significato lasciare spazio ai criminali che in questo settore sono in continua crescita. Siamo soddisfatti di essere riusciti a far comprendere che le logiche di sicurezza devono prevalere su quelle dei ragionieri di Stato, abituati solo a tagliare. Anche ad Oristano, quindi, gli uffici della Polizia Postale non solo non chiuderanno, ma è previsto un ampliamento degli organici e degli strumenti in dotazione per contrastare i famosi reati del cybecrime che coinvolgono migliaia di utenti ogni giorno. Una grande vittoria e un gran risultato in termini di sicurezza e servizi ai cittadini”

La prossima assemblea degli studenti dell’Istituto Tecnico “Lorenzo Mossa” di Oristano sarà organizzata con la collaborazione del “Ceas Aristanis” e sarà dedicata i temi ambientali. Il Ceas (Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità) è stato coinvolto dalla dirigente scolastica, Marilina Meloni, al fine di coadiuvare i ragazzi nell’organizzazione di attività e laboratori di riciclo creativo, da realizzare il 30 gennaio durante l’assemblea d’istituto. “Si tratta di una collaborazione che risponde perfettamente agli scopi per cui il Ceas è nato – ha spiegato l’assessore all’Ambiente del Comune di Oristano Gianfranco Licheri -. Tra le principali finalità del Centro ci sono, infatti, la promozione delle politiche ambientali, l’educazione alle buone pratiche e l’organizzazione di iniziative sociali rivolte prevalentemente ai giovani. In questi anni il Ceas si è già distinto con numerose attività, e ci fa piacere che questa volta l’iniziativa sia partita direttamente dalle scuole”. Durante l’assemblea del 30 gennaio, gli studenti saranno impegnati nella pulizia del cortile della scuola, nella messa a dimora di piante, in laboratori per la riparazione di vecchie sedie e banchi scolastici, per lavori a maglia, per la riparazione di appendiabiti e per la realizzazione di un’insegna tramite graffiti e riutilizzo di vecchi pannelli. Inoltre, saranno realizzati pannelli informativi per una corretta raccolta differenziata e contenitori da tenere in classe per la raccolta differenziata. “Si farà attenzione anche agli aspetti alimentari – ha detto Antonio Ricciu, coordinatore del Ceas Aristanis -. Durante l’assemblea non sarà consentito il consumo di alimenti preconfezionati e con additivi chimici, così come di bibite gassate e zuccherate. Gli studenti si impegneranno personalmente nella preparazione delle merende con alimenti biologici a chilometro zero. Gli alunni delle classi saranno suddivisi in gruppi di lavoro per ogni tipologia di attività e si cimenteranno nei lavori manuali di riciclo creativo, con l’utilizzo di materiali ecologici e sostenibili dal punto di vista dell’impatto ambientale (colori all’acqua, colla priva di sostanze chimiche, carta e cartone riciclato, materiale di recupero inutilizzato proveniente dal magazzino della scuola)”. “La realizzazione di un’assemblea “ecologica” è in linea con le politiche ambientali attuali e assume una connotazione altamente educativa – ha sottolineato il dirigente scolastico Marilina Meloni -. In un momento in cui tutto il pianeta riflette sui danni che l’uomo ha arrecato all’ambiente e sulle azioni che occorre adottare per porvi rimedio, è importante evidenziare l’impegno degli studenti che vogliono dedicare uno spazio apposito, come l’assemblea d’istituto, non solo all’approfondimento delle tematiche ambientali, ma soprattutto ad attività pratiche che li vedranno diretti protagonisti. Per loro sarà un’occasione per acquisire nuove competenze e soprattutto per affinare le rispettive sensibilità ambientali”.

Il 14 febbraio scadono i termini per la presentazione delle domande per il rimborso delle spese effettuate dalle famiglie per gli esami prevaccinali dei bambini delle scuole dell’infanzia, delle sezioni primavera e delle scuole primarie. Possono presentare domanda le famiglie residenti nei comuni dell’Ambito del Plus di Oristano che, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2019, abbiano effettuato esami prevaccinali a seguito di richiesta certificata del pediatra della struttura pubblica vaccinale. Le domande di rimborso devono essere presentate al Comune di residenza entro il 14 febbraio.

Si chiama “Belvì Trail” l’evento in mountain bike, giunto alla terza edizione, che ciascun partecipante interpreta come meglio preferisce, con un occhio all’orologio oppure con spirito turistico pernottando negli alberghi e nei b&b lungo il percorso. Tre le lunghezze previste: 100, 200 o 300 chilometri, con il percorso che non sarà segnalato. Farà parte, quindi, dell’avventura scoprire di volta in volta la strada giusta seguendo la traccia gps che l’organizzazione consegnerà a tutti gli iscritti pochi giorni prima della partenza, in modo che si parta alla pari senza che nessun partecipante abbia avuto modo di studiare il percorso in precedenza. Si parte la mattina di venerdì 24 aprile, dal centro storico di Belvì. Gli atleti più veloci potrebbero impiegare poco più di 24 ore per il percorso più lungo, mentre i turisti occuperanno, con tutta probabilità, tutti e tre i giorni del fine settimana e anche oltre. Non c’è un tempo massimo per completare il percorso e ciascuno può gestire in totale libertà i tempi e i luoghi delle soste per mangiare e dormire. Al “Belvì trail” possono partecipare tutti coloro (anche semplici appassionati ed escursionisti non tesserati ad alcun ente sportivo) che nei tempi previsti consegneranno all’organizzazione la quota di partecipazione (60 € per chi si iscrive entro gennaio, 70 € per chi si iscrive entro febbraio, 80 € per chi si iscrive entro il 12 aprile), il certificato medico e i propri dati. Da Belvì si percorreranno sterrate, mulattiere e sentieri, attraverso boschi di castagno, pascoli, leccete e praterie in quota, puntando verso sud prima di compiere il giro di boa e iniziare il ritorno verso la Barbagia, per concludere l’avventura a Belvì. Sono numerose le aree del territorio sardo coinvolte (Barbagia di Belvì, Mandrolisai, Barbagia di Seulo, Ogliastra, Sarrabus e Gerrei), che verranno battute alla ricerca dei sentieri più belli e della migliore combinazione di percorsi, per evitare quanto più possibile le strade asfaltate. Tra le novità di questa terza edizione la lunghezza da 300 km, prima mai raggiunta, un sito web più articolato e funzionale, ottimizzato anche per la consultazione via smartphone, e il servizio di monitoraggio di ciascun partecipante tramite il dispositivo SeteTrack (www.setetrack.it), che rivelerà, su una mappa ospitata in una apposita pagina web visibile a tutti, la posizione di ciascun atleta sul percorso. Si tratta di un sistema utile sia per la sicurezza che per seguire da casa chi sta partecipando, magari appassionandosi per la sfida degli atleti più veloci. Per chi arriva dalla Penisola o dall’estero, l’organizzazione si avvale dell’assistenza di un tour operator che propone le soluzioni di viaggio più adeguate a ciascun partecipante. Il “Belvì Trail” è organizzato da Sardinia Biking, la società sarda di cicloturismo e mountain bike, che vanta la maggiore offerta di escursioni e tour, in collaborazione col Comune di Belvì e il Centro Commerciale Naturale dello stesso paese.
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