Coronavirus: 494 positivi. Alla Regione firmato l’accordo per la cassa integrazione in deroga.

Sono 494 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 3.461 test.
I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 112, di cui 20 in terapia intensiva, mentre 350 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 7 pazienti guariti, più altri 6 guariti clinicamente. Salgono a 19 i decessi.
Continua l’azione di controllo da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019. Oggi sono stati effettuati 573 controlli: 177 nell’area di Cagliari, 23 Iglesias, 46 Oristano, 85 Sassari, 72 Tempio, 80 Nuoro, 90 Lanusei. Sono state sanzionate 5 persone (2 a Tempio, 2 a Cagliari, 1 a Sassari), segnalate alla Magistratura.
Sempre per quanto riguarda l’emergenza coronavorus, alla Regione è stato firmato l’accordo per la cassa integrazione in deroga.
“Una risposta alle richieste di sindacati e imprese che consente di dare un aiuto immediato e concreto a quei lavoratori che rischiano di pagare il prezzo più alto in questo momento di difficoltà. Nessuno deve restare indietro e noi abbiamo il dovere di intervenire per garantire un presente e un futuro di serenità a tutti i sardi”.
Questo quanto detto dal presidente della Regione, Christian Solinas, commentando l’accordo quadro, firmato oggi, a Cagliari, dall’assessore regionale del Lavoro Alessandra Zedda, da Inps, sindacati, associazioni delle imprese, delle cooperative e del mondo del credito, per l’erogazione della cassa integrazione in deroga e altri interventi di sostegno al mondo del lavoro colpito dall’emergenza Covid-19.
Possono chiedere la Cigd tutti i datori di lavoro del settore privato (aziende industriali, artigiane, del terziario, comprese cooperative, datori di lavoro non imprenditori, associazioni e fondazioni), inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i propri dipendenti a cui sia stata totalmente sospesa o ridotta parzialmente la prestazione lavorativa a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.
La Regione, tramite l’assessorato del Lavoro e l’Aspal, alle lavoratrici e ai lavoratori domestici che abbiano avuto sospesa senza retribuzione la propria prestazione, garantirà un contributo una tantum a domanda individuale fino a 600 euro. Sarà poi istituito presso la Presidenza della giunta un coordinamento delle attività di monitoraggio delle condizioni di lavoro nelle aziende che continuano la propria attività. Gli strumenti attuativi dell’accordo saranno deliberati in giunta tra pochi giorni.
“Questo accordo – ha sottolineato l’assessore Alessandra Zedda – attiva da parte della Regione la possibilità di dare tempestivamente le prime risposte ai lavoratori delle imprese che in Sardegna non sarebbero coperte dagli ammortizzatori ordinari. Questo ci consente di poter attivare tutte le procedure telematiche per raccogliere le richieste delle imprese nel minor tempo possibile”.
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