Coronavirus: controlli a tappeto della Questura di Oristano per far rispettare il decreto.

La necessità di stare a casa per limitare la diffusione della pandemia da Covid-19, e le eventuali implicazioni che queste misure di contenimento possono avere in generale e sulla serenità della convivenza in ambito familiare, ha spinto la Polizia di Stato a intensificare i controlli.
Gli agenti della Polizia di Stato stanno intensificando i controlli anche per prevenire episodi di violenza e di maltrattamenti in famiglia. A questo proposito, nei giorni scorsi, il Questore della Provincia di Oristano ha emesso due provvedimenti di ammonimento per violenza domestica.
Il monitoraggio della Questura prosegue anche per far rispettare le misure di contenimento disposte dal governo per gestire l’emergenza coronavirus legata al diffondersi, su tutto il territorio nazionale, della pandemia da Covid-19.
Come si ricorderà, il 25 marzo, il governo scorso ha emesso un nuovo decreto che prevede, in caso di violazione delle misure di contenimento, la sanzione pecuniaria da 400 a 3000 euro, aumentata fino a un terzo nell’eventualità in cui la violazione avvenga mediante l’utilizzo di un veicolo. Non si applicano più, quindi, le sanzioni previste dall’art. 650 del codice penale.
La nuova sanzione amministrativa si applica, invece, anche a chi ha violato quanto disposto dal governo anche prima dell’entrata in vigore del decreto del 25 marzo. Non solo, il nuovo provvedimento legislativo prevede, oltre alla sanzione pecuniaria, anche la chiusura da 5 a 30 giorni degli esercizi o delle attività economiche che violano le misure di contenimento adottate per prevenire gli assembramenti e far rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro.
Questo, però, non ha scoraggiato alcuni cittadini, che continuano a trasgredire le norme con le motivazioni più disparate. Tra queste, la Questura ha segnalato la risposta un cittadino che, fermato dagli agenti della Polizia di Stato, si è giustificato dicendo di essere uscito dalla sua abitazione per andare a raccogliere delle foglie di alloro, e quella di un uomo sorpreso dai poliziotti a passeggiare in piena notte che si è giustificato dicendo di essere andato dalla ragazza per soddisfare i suoi bollenti spiriti.
Giustificazioni strampalate a parte, la Questura di Oristano ribadisce la serietà dell’emergenza che stiamo vivendo e invita tutti i cittadini a restare a casa.

“YouPol, l’app della Polizia di Stato per smartphone si aggiorna e ora prevede la possibilità di segnalare i reati di violenza che avvengono tra le mura domestiche”. E’ quanto si legge in un comunicato diramato oggi dalla Questura di Oristano. Nel periodo di emergenza Covid-19, la maggior parte dei cittadini resta a casa, rispettando le indicazioni governative. Per garantire il pronto intervento della Polizia di Stato, l’applicazione YouPol è stata aggiornata, e adesso, come detto, prevede la possibilità di segnalare i reati di violenza domestica con le stesse modalità e caratteristiche degli altri tipi di segnalazione. Ideata per contrastare il bullismo e lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app dà la possibilità di trasmettere, in tempo reale, messaggi e immagini alla Polizia di Stato. Le segnalazioni vengono ricevute dalla sala operativa della Questura competente per territorio. Dall’app è, inoltre, possibile chiamare direttamente il numero unico di emergenza, e se non è ancora stato attivato risponderà il 113 della Questura. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati è prevista la possibilità di fare la segnalazione in forma anonima. Anche chi è stato testimone, diretto o indiretto (per esempio il vicino di casa), può segnalare il fatto alla Polizia, inviando un messaggio anche con foto e video. L’applicativo YouPol, nato dalla ferma convinzione della Polizia di Stato che ogni cittadino è parte responsabile ed attiva nella vita democratica del Paese, è facilmente installabile su tutti gli smartphone e tablet, accedendo alle piattaforme per i sistemi operativi Ios e Android.

Restare in casa, per molte donne, non è un invito rassicurante: per chi è vittima di abusi domestici il periodo di isolamento forzato può significare un peggioramento dei maltrattamenti quotidiani. E l’Onu lancia l’allarme: “È altamente probabile che il livello della già diffusa violenza domestica aumenti, come già suggerito da indicazioni preliminari di polizia e operatori”. Lo sottolinea in un comunicato il relatore speciale per la violenza contro le donne delle Nazioni Unite, Dubravka Simonovic. “Per fin troppe donne e bambini la casa può essere un luogo di paura e abuso. Una situazione che si aggrava considerabilmente in casi di isolamento come il lockdown imposto nell’emergenza Covid-19”, ha spiegato, aggiungendo che ciò potrebbe portare ad un aumento di casi di femminicidi perpetrati dal partner. Inoltre, in una situazione di pericolo costante, è anche difficile chiedere aiuto: come telefonare alle forze dell’ordine o ai centri antiviolenza se chi commette abusi è sempre nell’altra stanza? Per questo la polizia ha trovato un’altra strada: l’app YouPol, nata per far denunciare ai più giovani episodi di bullismo e droga, e che da oggi potrà essere utilizzata anche per denunciare violenze domestiche. In queste settimane di emergenza dovuta al coronavirus, dice il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, “…dobbiamo rimanere a casa, ma le istituzioni continuano ad essere al fianco delle donne: dunque non esitate a chiamare i numeri di emergenza“. Se, però, “…non si può chiamare perché testimoni o perché vittime di abusi” aggiunge il ministro, si può scaricare l’app. “Le forze di polizia sono sempre vicine a voi – conclude il ministro – non abbiate timore”. (www.ilfattoquotidiano.it).
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