Apr 21

Coronavirus: positivo un Vigile del fuoco di Oristano. Nell’Isola 1236 positivi e 93 morti.

L’Ats Sardegna, Servizio Igiene pubblica di Oristano, diretto dalla dottoressa Valentina Marras, ha comunicato  al Comando provinciale di Oristano che un loro Vigile del fuoco è risultato positivo al virus Sars-Cov-2.

E’ stato lo stesso Comando provinciale  a comunicarlo alla stampa. Il Servizio di Igiene pubblica ha disposto, per precauzione, di estendere l’indagine conoscitiva a tutto il personale che ha affettuato il turno di servizio con il pompiere risultato positivo, per verificare eventuali contagi. Il Vigile del fuoco è attualmente in quarantena obbligatoria nella sua abitazione di Palmas Arborea, paese dove anche un’altra persona, come ha comunicato il sindaco Andrea Pisu Masa, è risultata positiva.

Intanto, sono 1.236 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 15.886 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 133, di cui 21 in terapia intensiva, mentre 704 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 257 pazienti guariti (+15 rispetto al dato precedente), più altri 49 guariti clinicamente. Salgono a 93 i decessi. Sul territorio, dei 1.236 casi positivi complessivamente accertati, 226 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+8 rispetto all’ultimo aggiornamento). Invariato il dato delle altre province: 86 nel Sud Sardegna, 52 a Oristano, 74 a Nuoro, 798 a Sassari.

Per trovare gli asintomatici sarà necessaria un’indagine epidemiologica (che partirà questa settimana negli oltre duecento Comuni esenti dal contagio) e un test sierologico da somministrare a cinquemila cittadini. E’ questo il doppio binario deciso dalla Regione per accedere alla Fase 2 con la progressiva riapertura delle attività e l’allentamento delle misure anti Covid-19. A proposito degli esami sul siero del sangue si trattadella quota parte che spetta alla Sardegna dei centocinquantamila test previsti dal commissario straordinario, Domenico Arcuri, per l’indagine su scala nazionale, visto che sarà Roma a scegliere metodo e campioni per effettuare questi cinquemila test. , invece, il caso dell’indagine epidemiologica regionale annunciata dal presidente, Christian Solinas, per la quale la Regione sta concordando con il comitato scientifico come procedere sulla base delle ricerche condotte. Lo screening partirà dai Comuni immuni, perché occorre verificare l’effettiva assenza della circolazione virale, per avere la conferma che in Sardegna si stia operando bene, in caso contrario bisognerebbe correggere la rotta e andare a individuare i portatori sani nell’Isola.

La direzione di Ats Sardegna esprimendo fin da ora sincera gratitudine nei confronti di tutti coloro che vorranno effettuare delle donazioni in denaro quale contributo per far fronte all’emergenza sanitaria Covid-19, informa che è attivo un conto corrente bancario intestato alla Azienda Tutela Salute Sardegna, via E. Costa 57, 07100 Sassari, con IBAN IT 88 B 01015 17203 000070727420, sul quale è possibile destinare i versamenti. Il conto corrente di Ats sarà appunto utilizzato per raccogliere le donazioni spontanee a favore delle strutture sanitarie dell’ Isola più impegnate nell’ emergenza Covid-19. I privati cittadini, le aziende o le associazioni possono specificare nella causale del versamento la struttura sanitaria di Ats Sardegna alla quale vogliono che le somme siano destinate. Altre forme di raccolta fondi, individuali, collettive o da parte di associazioni o Istituzioni, pur apprezzabili, sono tuttavia iniziative autonome ed indipendenti, non gestite da Ats Sardegna.

 

Un sostegno per tutti coloro che necessitano di un supporto in un momento così complicato come quello che stiamo vivendo. Particolare attenzione andrà riposta nell’evitare che una distorta e scarsa comunicazione possa determinare, soprattutto nelle persone più fragili, una sensazione di abbandono da parte dei Servizi. Per far fronte a questo problema, l’Ats ha messo a disposizione un servizio gratuito di ascolto e supporto psicologico dedicato all’emergenza coronavirus. Il Servizio coordina la rete costituita dai Centri di Salute Mentale, dal Servizio di Psicologia e Benessere Organizzativo, dai Servizi per le Dipendenze, dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile e dai Consultori familiari. Il Numero Verde 800 630 622, istituito presso il Dipartimento di Salute Mentale – Zona Sud è attivo tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle 9.00 alle 19.00.

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