Coronavirus: dal 1° marzo Sardegna in zona bianca. Oggi 87 nuovi contagi e 6 morti.

Da lunedì 1° marzo la Sardegna diventa zona bianca. Lo ha previsto una nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia.
Ora, tra ministero della Salute, Iss e Regione Sardegna, si dovranno definire le modalità attuative del passaggio.
Il presidente della Regione, Christian Solinas, dovrebbe adottare, a breve, una sua ordinanza, per prevedere riaperture graduali e controllate, da concordare, comunque, costantemente con il ministero e il comitato tecnico scientifico.
Intanto sono saliti a 41.114 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza, dopo che nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 87 nuovi contagi e 6 decessi (1.153 in tutto).
In totale sono stati eseguiti 759.279 tamponi, per un incremento complessivo di 2.721 test rispetto al dato precedente. Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna un tasso di positività dello 3,1%.
Sono 217 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-7), mentre sono 19 (-3) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.599. I guariti sono complessivamente 26.903 (+63), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente sono attualmente 223.
Sul territorio, dei 41.114 casi positivi complessivamente accertati, 9.759 (+33) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.594 (+15) nel Sud Sardegna, 8.168 (+7) a Nuoro, 13.114 (+30) a Sassari. 3.479 (+2) in provincia di Oristano.
A Oristano oggi è stata accertata una nuova guarigione dal Covid-19. I contagi sono fermi.
Per effetto dell’aggiornamento odierno i casi di positività al Covid-19 accertati dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono 753, i pazienti guariti sono 683, mentre i soggetti ancora in cura sono 55. Quindici i pazienti deceduti. (foto da Olbianova.it).

Cambi al Compartimento della Polstrada della Sardegna e alla Questura di Oristano. Giuseppe Giardina lascia, infatti, la guida del Compartimento Polstrada per assumere l’incarico di Questore di Oristano, prendendo il posto di Giusy Stellino che sarà questore a Ravenna. Giardina aveva assunto il comando del Compartimento quattordici mesi dopo aver lavorato per quasi due anni a Roma come dirigente superiore al Dipartimento della Pubblica sicurezza. Sicurezza sulle strade, responsabilità nella guida e serenità nei rapporti con i cittadini sono state le parole chiave con le quali ha guidato il Compartimento della Polizia Stradale e l’azione degli agenti, spesso chiamati a svolgere un lavoro duro e in condizioni ambientali proibitive e in un momento difficile come quello legato alla pandemia. Oggi Giuseppe Giardina ha salutato tutto il personale che ha lavorato con lui in questi quattordici mesi. Ha ringraziato il prefetto di Oristano, la Magistratura, e tutte le forze di Polizia del territorio e le altre istituzioni.

Anche Giusy Stellino nel suo saluto ha voluto ringraziare i cittadini. “Nel mio ruolo – ha detto Stellino – ho avuto come obiettivo la necessità di contemperare l’esigenza di sicurezza con il compito primario di garantire l’esercizio dei diritti e delle libertà dei cittadini. Cittadini che hanno reso più semplice il delicato lavoro delle autorità, dimostrando un profondo senso civico, guidati dalla consapevolezza del fatto che è necessario l’impegno di tutti per costruire una provincia sempre più sicura”.

I militari del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, attualmente comandanti dal colonnello Salvatore Demontis, hanno scelto per la prima volta la Sardegna e in particolare la zona del Montiferru per addestrarsi, e ora stanno per concludere il periodo addestrativo sull’Isola. Il reparto d’élite dell’Arma, in stretta sinergia con i Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna di Abbasanta e con i colleghi della territoriale, si sono esercitati per una settimana con lanci a tecnica di caduta libera da elicotteri del 10° Elinucleo dei Carabinieri di Olbia da una quota superiore ai 2.000 metri, innalzando il loro livello di addestramento grazie alle peculiarità morfologico-operative della zona del Montiferru.

I vescovi della Sardegna si sono ritrovati, recentemente, a Donigala Fenughedu per gli esercizi spirituali nel tempo liturgico della Quaresima. Ospitati nel centro di spiritualità Nostra Signora del Rimedio per quattro giornate all’insegna dell’ascolto, della preghiera e della fraternità, i vescovi si sono ritrovati, per la prima volta, a condividere insieme, come Conferenza Episcopale Sarda, gli esercizi spirituali. “L’idea è nata – ha spiegato il presidente Antonello Mura, vescovo di Nuoro e di Lanusei – quando ci siamo chiesti se oltre ai momenti tipici di riflessione e all’esperienza fraterna in estate che nel 2020 abbiamo vissuto in Ogliastra, fosse necessario anche un forte momento di spiritualità”. A farsi “servo della Parola”, così come lui stesso si è definito, è stato chiamato Francesco Cacucci, arcivescovo emerito di Bari-Bitonto. “Sono rimasto molto edificato da come i vescovi della Sardegna abbiano vissuto insieme questi giorni – ha detto monsignor Cacucci -, nell’ascolto della Parola, nel silenzio, nella celebrazione dell’Eucaristia e in una comunione profonda. Questi sono i momenti che accompagnano la vita di ogni cristiano, e che accompagnano anche la vita di un vescovo. Egli prima che essere pastore e ministro della Chiesa è un discepolo del Signore e in virtù del Battesimo deve ascoltare la Parola di Dio, deve accoglierla, deve rendersi disponibile perché questa accoglienza lo conduca a trovare nell’Eucaristia il culmine e la fonte della sua vita”. Momenti significativi da un punto di vista personale, gli esercizi spirituali sono stati l’occasione per sperimentare la vita fraterna in un tempo in cui si avverte grande bisogno di comunità. “In questo modo i vescovi esercitano il loro magistero come collegio – ha sottolineato Francesco Cacucci, che ha guidato gli esercizi -. È una forma di collegialità e di comunione che non va solo ricercata quando si incontrano per studiare problemi pastorali o dare indicazioni alle loro comunità. Alla radice di qualsiasi scelta pastorale c’è una esperienza di comunione. È quello che hanno vissuto i discepoli di Emmaus quando si sono incontrati con Gesù e il Signore ha parlato loro delle Scritture, dell’Antico Testamento, ha detto loro come tutto poi refluisce sulla sua persona e infine ha spezzato per loro il pane. Subito dopo i discepoli vanno ad annunciare che Gesù è risorto. Questo è l’essenziale della vita della Chiesa, riguarda tutti e in particolare i discepoli del Signore che hanno ricevuto il mandato di essere pastore e guida nella Chiesa”.
Commenti recenti