Gen 21

Covid: 1.610 nuovi casi (500 in provincia e 163 a Oristano) e 8 morti, e Sardegna in zona gialla.

Non accennano a diminuire i contagi in Sardegna, dove si registrano 1.610 nuovi casi, sulla base di 4.514 persone testate.

Il numero complessivo dei tamponi processati, tra molecolari e antigenici, è stato di 23.578.

Invariato, rispetto a ieri, il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva (30) , mentre aumentano di 4 unità i ricoveri in area medica, che ora sono complessivamente 269. Sono, invece, 22.161 i casi di isolamento domiciliare.

Si registrano anche 8 decessi: un uomo di 84 anni residente in provincia di Sassari; un 88enne residente in provincia di Nuoro; 4 uomini e una donna di 63, 79, 81, 95 e 68 anni, tutti residenti nella provincia del Sud Sardegna; e una donna di 82 anni residente in provincia di Oristano.

Dei 1.610 casi odierni, 500 sono riferiti alla provincia di Oristano, 422 all’area metropolitana di Cagliari, 242 alla provincia di Sassari, 246 a quella di Nuoro e 200 al Sud Sardegna.

A Oristano nelle ultime 24 ore sono stati accertati 163 nuovi casi di positività e 63 guarigioni dal Covid-19.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria i casi rilevati in città sono 2276, i pazienti guariti 1768 e 28 i decessi.

Intanto, l’impennata dei ricoveri nell’ultima settimana ha dato la spinta finale e la Sardegna da lunedì 24 gennaio sarà in zona gialla. La decisione ufficiale è stata presa dalla cabina di regia, dopo la valutazione degli indicatori decisionali che accompagnano il monitoraggio settimanale dell’Iss e ministero della Salute.

Anche l’ultimo criterio per valutare un cambio di fascia, l’occupazione dei posti letto in area medica da parte di pazienti Covid, ha infatti superato la soglia di saturazione del 15% negli ultimi due giorni, così come certificato dal sito istituzionale dell’Agenas (16% il 19 gennaio e 17% il 20).

Il limite del 10% dei posti letto Covid in terapia intensiva era già stato superato dal 6 dicembre, e ora si attesa sul 15. Anche l’incidenza dei casi è da tempo sopra i 50 per 100mila abitanti.

Ma quali saranno le novità dovute al passaggio della Sardegna in zona gialla? Una ed una sola: indossare sempre la mascherina tutte le volte che si esce di casa. Punto.

Da lunedì 24 gennaio la Biblioteca comunale di Oristano, nella sede centrale di via S. Antonio, apre anche di pomeriggio. Lo ha disposto l’assessore alla Cultura, Massimiliano Sanna. “Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria – ha detto Sanna – la biblioteca, come tanti altri luoghi della cultura, e non solo, ha subito forti limitazioni nell’erogazione dei servizi. La biblioteca in questi due anni ha comunque garantito i servizi, grazie all’impegno degli operatori che, anche nei periodi di maggiore difficoltà a causa della pandemia, si sono adoperati a favore degli utenti. La biblioteca è un servizio fondamentale, per i cittadini, e per gli studenti in modo particolare, che deve ritornare ai suoi normali standard. Così, dopo quasi due anni, con una rimodulazione degli orari, da lunedì prossimo si ritorna a una gestione ottimale. Col personale a disposizione, il servizio è stato riorganizzato garantendo non solo il prolungamento degli orari, ma anche numerosi servizi a favore dell’utenza che necessitano della presenza in sede degli operatori. Tra questi, quindi, l’apertura delle sale studio e di lettura, la consultazione dei giornali, il prestito bibliotecario e interbibliotecario, ricerca di documenti interni ed esterni, mediateca, sala bambini e sala ragazzi su prenotazione, organizzazione di eventi culturali”. Il nuovo orario prevede i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; dal lunedì al giovedì, di pomeriggio, dalle 16 alle 19; il sabato dalle 9,30 alle 12,30.

È stato firmato il protocollo d’intesa per la valorizzazione del turismo culturale-religioso in Sardegna. Un documento di grande rilevanza che consentirà di rafforzare la collaborazione tra la Regione Sardegna e la Chiesa sarda, con l’intento di promuovere i cammini di valenza religiosa, le destinazioni di pellegrinaggio, i luoghi dello spirito e, più in generale, tutte le manifestazioni di carattere nazionale o internazionale sul tema del turismo culturale-religioso. Il protocollo d’intesa porta la firma di mons. Antonello Mura, presidente della Conferenza episcopale sarda, e Gianni Chessa, assessore regionale del Turismo. “La Chiesa sarda – ha spiegato monsignor Mura – intende incoraggiare e accompagnare la valorizzazione delle vie percorse nel corso dei tempi dai pellegrini e segnate da una profonda radice cristiana e identitaria, favorendo un nuovo processo di crescita umana, cristiana e culturale-sociale”. Nel documento si stabilisce che le iniziative e i progetti rientranti in questa collaborazione fanno parte di una più ampia e condivisa strategia di promozione istituzionale del territorio regionale e delle sue eccellenze, da mettere in atto anche attraverso il coinvolgimento della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. L’azione, da implementare attraverso percorsi di formazione mirati, consentirà alle singole diocesi di acquisire le necessarie ed opportune competenze umane e professionali, affinché possa essere garantita al progetto complessivo del turismo culturale-religioso una offerta qualificata e autentica sugli aspetti attinenti la religiosità e spiritualità. Le diocesi, da parte loro, saranno chiamate a indicare figure specializzate sul tema, con il coordinamento decisivo e deliberante della Conferenza episcopale sarda. Non semplici guide turistiche ma figure in grado di interagire, accogliere, affiancare e supportare operatori di questo importante segmento turismo che coinvolge la maggior parte dei Comuni dell’isola. Entro breve tempo la Ces e l’assessorato costituiranno un’apposita cabina di regia per sostenere l’implementazione generale del progetto. Lo strumento, di natura istituzionale, potrà coinvolgere organismi in grado di rappresentare le specifiche progettualità e territori.

Giovedì 27 gennaio, alle 17.30, presso la sala del Centro servizi Culturali Unla di Oristano, in occasione della “Giornata della Memoria”, l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), in collaborazione con il Centro servizi culturali, la Cgil, l’Istasac (Istituto per la storia dell’antifascismo e dell’età contemporanea nella Sardegna centrale) e l’Anrp (Associazione nazionale reduci dalla prigionia), ha organizzato una manifestazione che si articolerà secondo il seguente programma: dopo il saluto delle autorità, Carla Cossu argomenterà su “Ideologia nazista e sterminio programmato: l’universo concentrazionario dei lager”, mentre Marco Pluviano e Irene Guerrini si occuperanno di “ Forza lavoro obbligata per l’economia di guerra nazionalsocialista. Il caso italiano nel contesto europeo: deportati razziali, deportati politici, lavoratori coatti e IMI”. La relazione di Maria Beatrice Lupi sarà invece incentrata sulla “Storia esemplare di una famiglia toscana”. Introduce e presenta Marcello Marras. Per accedere ai locali del Centro servizi culturali sarà necessario esibire il Super Green Pass ed occorre indossare la mascherina FFP2. Rimangono in vigore tutte le prescrizioni di sicurezza anti-Covid per l’accesso al Centro.

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