Gen 26

Covid: sono 1.461 i nuovi contagi nell’Isola (330 in provincia e 73 a Oristano) e 10 morti.

I nuovi casi confermati di positività al Covid nell’Isola sono 1.461, sulla base di 4.636 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 29.904 tamponi.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 32 (+ 1 rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono, invece, 327 (tre in meno di ieri)., mentre sono 22.577 i casi di isolamento domiciliare (29 in meno rispetto a ieri).

Si registrano anche 10 decessi: 1 uomo di 67 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari; 1 uomo di 67 anni, 1 donna di 87 anni e 1 di 96, residenti nella provincia del Sud Sardegna; 1 donna di 78 anni, residente nella provincia di Oristano; 4 uomini di 58, 60, 88 e 90 anni e una donna di 81 anni, tutti residenti nella provincia di Sassari.

Dei 1.461 casi odierni, 330 sono riferiti alla provincia di Oristano, 244 all’area metropolitana di Cagliari, 275 alla provincia di Sassari, 384 a quella di Nuoro, e 228 al Sud Sardegna.

A Oristano sono stati accertati 73 nuovi casi di positività e 56 guarigioni dal Covid-19.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria i casi rilevati in città sono 2.446, i pazienti guariti 1.982, i pazienti attualmente positivi 505, e i decessi 28.

Il Comune di Oristano attiverà, venerdì prossimo, il servizio di assistenza personalizzato e adeguato alle esigenze dell’alunno di una scuola cittadina, temporaneamente privo del sostegno necessario. “Lo faremo perché, prima di tutto, è necessario garantire il diritto primario del benessere del minore – ha precisato il sindaco Andrea Lutzu -. Le questioni burocratiche e amministrative le affronteremo dopo aver risolto il problema dell’assistenza a scuola del minore, non solo sulla base di quanto previsto dall’ordinanza cautelare del Tar Sardegna (notificata solo oggi) che ha stabilito, in deroga a quanto previsto dalla normativa vigente, che l’assistenza di base di uno studente gravemente disabile è un onere a carico del Comune ma, soprattutto, perché alla base di tutto c’è il benessere del minore al quale da tempo assicuriamo altri strumenti di assistenza e a cui garantiremo anche questo. Siamo convinti della correttezza delle decisioni assunte dal Comune fino a questo momento, e per questo motivo ricorreremo al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar, ma il minore non può attendere oltre e nelle more di una decisione definitiva sulla legittimità del nostro operato e delle eventuali competenze di altre amministrazioni, provvederemo ad assicurargli l’assistenza necessaria. La tutela delle persone disabili e delle loro famiglie – ha aggiunto Lutzu – è un bene di primaria importanza e di rango superiore rispetto alle mere esigenze di bilancio, con riguardo a tutti gli enti pubblici, ma esistono norme e documenti ufficiali che attribuiscono competenze alle quali non ci si può sottrarre e alle quali ci siamo attenuti. Nel caso specifico ci siamo mossi sulla base di relazioni e documenti, che da un lato definivano la natura dell’assistenza da assicurare qualificata come assistenza di base e dall’altro, conseguentemente, ne rimandavano la competenza all’istituzione scolastica. La Assl ha certificato la necessità di un’assistenza di base, da cui deriva un obbligo da parte della scuola, mentre il Tar ha disposto l’attivazione di un’assistenza specialistica e solo questo elemento introduce l’eventuale obbligo a carico del Comune. Si precisa, però, che né la natura specialistica del tipo di assistenza richiesto, né l’obbligo della prestazione sono riconosciuti dalle norme regionali”.

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