Regione: giunta Solinas alla frutta, si dimette la vicepresidente Alessandra Zedda.

Le dimissioni della vicepresidente della giunta regionale, Alessandra Zedda (FI), scuotono la maggioranza alla guida della Regione, anche perché ora gli assessori da sostituire nel rimpasto, che si fa sempre più necessario e urgente, sono tre (Trasporti, Ambiente e Lavoro).
Le dimissioni di Zedda sono l’ulteriore segnale di come la fallimentare giunta destrorsa, capitanata dal presidente sardo-leghista Christian Solinas, sia ormai alla frutta.
E i primi ad essere preoccupati sono proprio gli alleati di centrodestra. “È una notizia che ci ha colti di sorpresa – commenta Franco Mula, capogruppo del Psd’Az -, per questo chiederò al presidente una riunione di maggioranza il più presto possibile, perché serve una riflessione seria e importante per capire in che modo proseguire. Non solo Zedda era vicepresidente della giunta, ma si è dimostrata tra gli assessori più attivi ed efficaci nell’azione di governo – precisa Mula -. È quindi urgente un vertice di maggioranza. Dobbiamo capire in che condizioni andare avanti, abbiamo leggi in sospeso come la Omnibus e la Finanziaria, che se si approvasse entro dicembre sarebbe un fatto eccezionale”.
Le dimissioni di Zedda hanno creato un vero terremoto e tra i vari scenari in campo c’è anche quello delle elezioni anticipate (unico caso nella storia dell’Autonomia sarda fu quello della giunta Soru. ndr).
L’ex vicepresidente Zedda non rilascia dichiarazioni e si limita a ripetere che la sua è stata una “scelta individuale” per “ritornare a lavorare in consiglio regionale”, anche se molti affermano che la decisione sarebbe stata dettata dalla stasi nell’azione dell’esecutivo, e proprio per questo motivo ci sarebbero stati forti contrasti con il presidente Solinas.
Altri sostengono che la mossa di Alessandra Zedda vada vista in chiave elettorale, considerato che le Regionali del 2024 sono ad un tiro di schioppo, e che, strategicamente, la ex vicepresidente abbia voluto prendere le distanze da Christian Solinas, la cui candidatura non appare per niente certa, considerate le sue vicende giudiziarie che, nell’ambito del centrodestra, avrebbero posto più di un interrogativo sull’opportunità di riproporlo alla guida della Regione. Non si esclude, comunque, che le dimissioni siano solo l’inizio di una frana che potrebbe travolgere entro breve tempo, anche dal punto di vista giudiziario, quello che resta della giunta, anticipandone la fine.
La notizia ha fatto uscire dal torpore anche l’opposizione, che alla Regione è sempre stata molliccia e praticamente inesistente. “Queste dimissioni, tra l’altro tardive e inspiegabili – sottolinea Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti in consiglio regionale -, sono solo il primo segnale che la barca sta per affondare. Nessuno nella maggioranza è più disposto a sostenere il presidente Solinas, nessuno apprezza più l’operato di un governatore che è diventato il vero problema di questa giunta”.
“Si tratta di un fatto clamoroso – commenta il capogruppo del Pd (ma questo partito esiste ancora in Sardegna? ndr) , Gianfranco Ganau -, che certifica, ancora una volta, il fallimento della giunta Solinas e della maggioranza di centrodestra che ha governato in questi anni la Regione”. Ganau chiede anche le dimissioni del governatore per chiudere anticipatamente la legislatura: “Segua l’esempio della sua assessora, si dimetta e ridia voce e speranza agli elettori”.
Alessandra Zedda ha ribadito che la sua è stata “una scelta individuale”, come ha scritto nel messaggio di saluto inviato al presidente e ai colleghi nella chat dell’esecutivo. “Caro Presidente, cari colleghi in questi tre anni sono stata al vostro fianco soprattutto con passione e dedizione – ha scritto Alessandra Zedda -, ora per scelta individuale il mio impegno sarà in aula sempre al vostro fianco. La mia scelta individuale – ha ribadito l’esponente di FI – spero possa rafforzare il nostro impegno per la Sardegna e per i sardi. Un forte abbraccio e grazie a tutti voi!”.
Un addio che, secondo alcuni, vuole mascherare i contrasti dovuti, come detto, all’immobilismo dell’azione di governo (anche se, da quanto si apprende, la lettera di dimissioni conterrebbe motivazioni più specifiche e anche delle forti critiche), e che, come abbiamo sottolineato, spinta da Forza Italia preparerebbe la volata per le prossime Regionali.
La scelta individuale di Alessandra Zedda sarebbe stata condivisa con il partito soltanto ieri sera, ma all’interno di FI, e non solo, molti già sapevano delle insofferenze nei confronti del presidente e delle sue intenzioni di abbandonare l’esecutivo. Non è escluso che all’interno della maggioranza, e magari nello stesso partito di Solinas, ci siano trasversalmente dei consiglieri pronti a sostenere o cavalcare l’onda dello tsunami che ha investito la giunta.

Un decesso (una donna di 95 anni residente nella provincia di Cagliari) e 971 ulteriori casi di positività al Covid in Sardegna. Dopo il calo dei giorni scorsi (299 nell’ultima rilevazione) i contagi riprendono a salire come anche il tasso di positività che schizza dal 20,7% al 35,8% sulla base di 2.710 tamponi, fra molecolari e antigenici, processati. Resta, invece, stabile il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva (6) e in area medica (91), mentre diminuisce il numero dei sardi in quarantena: 8.370 (-172) sono, infatti, i casi di isolamento domiciliare.
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