Le priorità di Alessandra Todde in una intervista a “Il Secolo XIX”.

Transizione giusta, difesa del territorio, sanità, lavoro, trasporti, giovani e difesa degli interessi dei sardi. Sono le priorità del governo regionale guidato da Alessandra Todde, così come dichiarato dalla presidente in questa intervista a “Il Secolo XIX”.
𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗧𝗼𝗱𝗱𝗲, 𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗠𝟱𝗦, 𝗣𝗱 𝗲 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘃𝗶𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝘁𝗶, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗱 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗢𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼?
Non sono qui a Genova per insegnare come comporre una coalizione, ma per dimostrare cosa significa aver costruito un modello vincente. In Sardegna i cittadini ci hanno premiato sia per la coerenza sulle alleanze, sia per la credibilità del nostro programma. In Liguria abbiamo la necessità di promuovere principi e valori del campo progressista che confermino in maniera chiara che l’alternativa si deve costruire. Il sistema Toti ha danneggiato questa Regione. Bisogna restituire ai liguri la possibilità di immaginare un futuro migliore, improntato su trasparenza ed etica pubblica. Il programma di Orlando mette al centro le persone e non gli interessi di pochi, parla di sanità pubblica, di reindustrializzazione sostenibile, di lavoro, di infrastrutture, di giovani.
𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗢𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗼𝘁𝗲𝘃𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗮, 𝗺𝗮 𝗲̀ 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘃𝗲𝘁𝗼 𝘀𝘂 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗯𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝗮 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗼𝘁𝗼?
È sbagliato parlare di veti o chiusure. Il M5S pone un tema di credibilità. Un progetto serio non si misura in base a quanti sono i simboli sulla scheda, ma se riesce a mobilitare i cittadini. In Sardegna IV si è tenuta fuori dalla colazione perché considerava perdente e non digeribile l’alleanza con il M5S. E abbiamo vinto. È evidente che l’agenda di Renzi non corrisponde a quella del campo progressista. Ed è lui stesso a ribadirlo sia a fatti che a parole.
𝗟’𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗢𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗕𝘂𝗰𝗰𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗼𝗿𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮, 𝗹𝗲𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝘂𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮?
La Sardegna si è schierata contro questa legge che spacca l’Italia favorendo chi ha di più a discapito di chi ha meno. La legge Calderoli mina le nostre prerogative e per questo abbiamo deciso di impugnarla. Inoltre, impoverisce la Sardegna e sottrae ai sardi risorse essenziali. Non staremo più in silenzio di fronte a leggi che consideriamo dannose per la nostra comunità.
𝗢𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗹𝗮 𝗟𝗶𝗴𝘂𝗿𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲. 𝗜𝗻 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́?
Lo scorso luglio, abbiamo approvato una legge che sospendeva per massimo 18 mesi l’istallazione di nuovi impianti. Una legge che verrà superata da quella sulle Aree idonee che abbiamo deliberato in giunta ad inizio ottobre e che sarà approvata in consiglio regionale nei prossimi giorni. Sia chiaro: non abbiamo bloccato le rinnovabili, abbiamo fermato la speculazione. La Sardegna farà la transizione ecologica e da qui al 2030 investe circa 1 miliardo di euro per le comunità energetiche, impianti fotovoltaici e accumuli di energia elettrica per autoconsumo. Siamo orgogliosi di aver presentato un modello virtuoso basato sulla tutela dell’ambiente e del paesaggio senza ulteriore consumo di suolo.
𝗠𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗹𝗶𝗴𝘂𝗿𝗶 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮 𝘃𝗼𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝗲𝗻𝗼𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺?
La nostra strategia è quella di puntare anche su altri prodotti rispetto al balneare, come l’organizzazione di grandi eventi o una diversificazione delle attrazioni turistiche. Il turismo per noi è centrale, come è fondamentale far conoscere tutte le bellezze della Sardegna. Abbiamo deciso di intraprendere un percorso condiviso con i territori in modo da saper gestire i flussi senza impattare ulteriormente sulle comunità.
𝗟𝗲𝗶 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶, 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗻𝗿𝗿 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗲 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲?
No, e siamo in ritardo. Circa un terzo dei progetti è in stallo e il rallentamento medio sfiora i 13 mesi. Se fallisce il PNRR a pagarne le spese saranno i cittadini. Ma il governo Meloni sembra più interessato a sprecare 800 milioni sul “modello Albania”, fallito prima ancora di prendere avvio.
𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼𝘃𝗿𝗮 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰’𝗲̀ 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶?
Una barzelletta: incentrata su tagli e austerità, senza risorse concrete per le imprese e i giovani, arrogante con i più fragili e troppo timida sugli extraprofitti. Sulla sanità danneggeranno milioni di cittadini visto che le risorse stanziate sono totalmente insufficienti per il sistema sanitario nazionale e non bastano neanche a compensare l’inflazione. I numeri mostrano che gli investimenti in rapporto al Pil non sono mai scesi così in basso dal 2007. (dalla pagina Facebook dalla presidente della Regione, Alessandra Todde).

Si terrà a Oristano, al Teatro San Martino, in via Ciutadella de Menorca, sabato 26 ottobre, alle 10, il convegno “Transizione energetica in Sardegna, competenze legislative e proposte per il futuro energetico dell’Isola”. Interverranno Piergiorgio Bittichesu, responsabile delle politiche energetiche della Regione Sardegna dal 1983 al 2018; la professoressa di Diritto amministrativo dell’Università di Cagliari, Francesca Pubusa; il presidente di Italia Solare, Paolo Rocco Viscontini; il professore di Meccanica dei fluidi dell’Università di Cagliari, nonchè responsabile del Comitato scientifico di Legambiente Sardegna, Giorgio Querzoli. Cos’è la “Transizione energetica”, quali vantaggi per la popolazione e il territorio, quali sono le criticità e come farle volgere a proprio favore. Il futuro energetico dell’Isola è ad un bivio e sbagliare direzione adesso significa arrivare in ritardo all’appuntamento con il progresso. Troppi dubbi, però, alimentati da una informazione parziale, incompleta e a volte ingannevole, possono condizionare l’opinione pubblica. Gli esperti esporranno, ognuno per le proprie competenze, un quadro il più possibile esaustivo della situazione attuale e dei possibili scenari socio-economici relativi allo sviluppo delle energie rinnovabili in Sardegna, e non solo. Verrà esaminato il disegno di legge sulle aree idonee e le funzioni legislative e amministrative in materia di energia fra Stato e Regione. “Il convegno, – ha affermato Pietro Cubeddu, uno dei membri della costituenda Associazione Energie Rinnovabili Sardegna, che organizza l’evento – ha come obbiettivo far luce sugli aspetti meno conosciuti o, spesso, volontariamente taciuti, sulle energie rinnovabili. Solo la conoscenza può aiutare a sviluppare un pensiero critico che tenga conto di tutte le circostanze che definiscono determinate scelte”.

Si è conclusa, ad Abbasanta, l’esercitazione regionale di colonna mobile 2024 dei Vigili del fuoco della Sardegna, che ha visto impegnati più di 350 donne e uomini. Scopo dell’esercitazione è stato quello di testare il dispositivo di soccorso regionale nel caso di un evento calamitoso, svolgere un aggiornamento tecnico, e rafforzare le competenze del personale nella conoscenza delle procedure e delle attrezzature logistiche e strumentali in caso di emergenze, come incendi boschivi complessi e scenari alluvionali, simulando i vari interventi. Si è così ipotizzato il trasporto, con mezzi aerei del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, di personale proveniente da altre regioni. Come zona per lo svolgimento delle manovre è stato individuato il lago Omodeo. Incendio d’interfaccia, ricerca di persone disperse a seguito di una alluvione e la verifica della stabilità di alcune abitazioni coinvolte dall’alluvione, sono soltanto alcuni degli scenari che hanno visto impegnate le varie specializzazioni dei Vigili del fuoco: il nucleo elicotteri, i sommozzatori, Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), gli esperti Gos (Gruppo operativo speciale) con mezzi movimento terra, i Tas (Topografia applicata al soccorso), i moduli logistici che hanno realizzato il campo base, unità cinofile, il nucleo Tlc (Telecomunicazioni) per garantire le comunicazioni su tutta l’area di addestramento, squadre ordinarie, esperti in soccorsi non convenzionali del nucleo Nbccr (Nucleare biologico chimico radiologico), team Usar (Urban search and rescue), esperti in interventi su corda del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale) e la Comunicazione in emergenza (Co.Em.) che ha inviato in diretta le immagini degli scenari alle sale operative, in raccordo con l’ufficio Comunicazione in emergenza del Viminale a Roma. Questi scenari, per la loro complessità, sono stati coordinati e gestiti da una cabina di regia, con la costituzione di un Comando di cratere presso il distaccamento dei Vigili del fuoco di Abbasanta, organizzato secondo le funzioni previste dall’Incident command system” (Ics), e con l’attivazione di un Posto di comando avanzato (Pca) nei diversi scenari di intervento.
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