Mar 15

Elezioni Regionali 2024: indagate 15 persone dalla Polizia di Stato di Oristano.

La Polizia di Stato ha individuato, identificato e deferito alla Procura di Oristano una donna, originaria di Sassari, in concorso con altre 14 persone, per la violazione della normativa elettorale che tutela il libero esercizio del diritto di voto.

L’attività investigativa, svolta dalla Digos di Oristano, doveva verificare se era stato assicurato il regolare e libero svolgimento delle consultazioni elettorali del 25 febbraio 2024 per l’elezione del presidente della Regione e per il rinnovo del consiglio regionale della Sardegna.

E le indagini, dirette dal dirigente della Digos, Federica Sanna, avrebbero documentato “…la prolungata attività illecita posta in essere dalla donna”, che avrebbe organizzato vari incontri con persone disoccupate e in condizioni economiche precarie, promettendo loro posti di lavoro per ottenere in cambio voti sicuri a favore di un candidato (che peraltro non sarebbe stato eletto) nella circoscrizione elettorale oristanese.

“Le successive indagini, delegate dalla Procura della Repubblica di Oristano – si legge in una nota della Questura di Oristano – avrebbero permesso di svelare e approfondire la complessa e articolata organizzazione pianificata dall’indagata”. Secondo la Questura, la donna avrebbe predisposto, diretto e coordinato una capillare rete di collaboratori, distribuiti nel territorio oristanese, i quali, durante la campagna elettorale per le elezioni del consiglio regionale, avrebbero “…consapevolmente contribuito al progetto della donna, agevolando e rafforzando il raggiungimento del suo obiettivo illecito”.

Secondo la Digos di Oristano, i riscontri scaturiti dalle indagini hanno consentito di deferire all’autorità giudiziaria 15 persone, tutte responsabili, in concorso tra loro, per la violazione dell’art. 96 del Testo Unico delle Leggi Elettorali, di aver promesso posti di lavoro e altri vantaggi a persone bisognose o comunque in cerca di occupazione, in cambio della loro promessa di voto a favore del candidato indicato dalla donna.

A Tramatza circa ottocento allevatori e un centinaio di sindaci si sono riuniti per denunciare, assieme, la crisi delle campagne sarde, legate anche al mancato pagamento di rimborsi e contributi. Un documento, firmato dai primi cittadini, sarà inviato alla Regione per chiedere risposte e fatti. “Perchè – ha detto Nenneddu Sanna, uno dei portavoce del movimento pastori – le aziende sono allo stremo. Solo nel mio paese, Orune, stanno chiudendo dieci-quindici aziende all’anno”. Per questo motivo i pastori sono pronti a scendere per strada, e, per il 21 marzo, è stato programmato un rallentamento del traffico lungo la 131. Il mancato pagamento dei premi resta il problema principali. “La burocrazia – ha detto ancora Sanna – sta ammazzando le nostre aziende. Ci hanno detto che sono stati stanziati i fondi per la siccità. Ma qui soldi non ne ha visto nessuno. Alla Regione devono avete l’umiltà di chi lavora nelle aziende, non possono continuare a ignorare un settore così importante per l’economia della Sardegna. Manca proprio il dialogo”. L’assemblea di Tramatza, terminata in tarda mattinata, è solo il primo di una serie di appuntamenti per rivendicare la necessità di interventi nelle campagne, “…a cominciare da quanto già garantito e dovuto”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.