Mag 10

Portixedda, piazza Manno, lungomare Torre Grande: la giunta risponde alle interpellanze.

Condizioni della Torre di Portixedda, lavori di riqualificazione di piazza Manno e del lungomare di Torre Grande. I tre temi sono stati al centro delle interpellanze presentate dai consiglieri di centro-sinistra, a cui hanno risposto gli assessori comunali.

Maria Obinu (Pd) ha illustrato quella sulle condizioni della Torre di Portixedda denunciandone lo stato di degrado e abbandono: “I monumenti più rappresentativi della città sembrano non interessare a nessuno. La Torre di Portixedda è ricoperta di erbacce e radici e rischia di cedere alle infiltrazioni, con danni alla struttura che rischiano di essere irreparabili. Chiediamo di sapere se la torre è fruibile e visitabile, oppure se sia chiusa e, in tal caso, se la decisione di tenerla chiusa sia legata al degrado in cui versa. Chiediamo se questa amministrazione intenda valorizzare il nostro patrimonio storico e monumentale, oppure se ritenga che le tracce del passato vadano cancellate senza rispetto”.

L’assessore alla Cultura, Luca Faedda, ha risposto spiegando che il Comune è già intervenuto per porre rimedio: “La Torre è pulita ed è fruibile al pubblico, visitabile a chiamata, così come avviene anche per la Torre di Mariano in piazza Roma. Il problema delle infiltrazioni esiste, ma la Fondazione Oristano sta lavorando a un progetto per l’impermeabilizzazione della struttura”.

Maria Obinu ha poi illustrato l’interpellanza sulla riqualificazione del lungomare Eleonora d’Arborea a Torre Grande: “Stiamo assistendo a un declino che sembra inesorabile. In attesa che si realizzino ii lavori di riqualificazione non si eseguono le normali manutenzioni ed è uno spettacolo indecoroso. Chiediamo di conoscere la tempistica per l’avvio del cantiere, se si intenda rivedere il progetto che riguarda la passeggiata per collegare il lungomare con il porticciolo, se si è pensato al futuro turistico della borgata e se si intenda far rispettare il Piano per l’utilizzo del litorale e infine quale sia il futuro per il lungomare verso la foce del fiume Tirso”.

“Le mattonelle sconnesse, gli avvallamenti dell’asfalto e i marciapiedi divelti dalle radici dei pini non sono una bella cartolina per Torre Grande – ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici Simone Prevete -. Non è piacevole rimarcare che a causa delle radici dei pini, uniche artifici di questi disastri, molti cittadini sono incorsi in infortuni. Esercenti, privati cittadini, residenti o proprietari di seconde case, hanno avuto ingenti danni alle reti idriche. Il Comune di Oristano, negli ultimi tre anni ha risarcito una cifra che si aggira attorno ai 100 mila euro per i danni causati dalle radici dei pini. Eppure da luglio 2022 è stata sventolata una sola bandiera: quella della minaccia del ricorso Tar se non avessimo soprasseduto al progetto di rifacimento del lungomare. Non è vero che prima di appaltare i lavori si deve attendere la pronuncia del Tar sul tema dei pini. Nulla di più falso. I lavori sono stati appaltati dall’Unione dei Comuni “Costa del Sinis Terra dei Giganti” all’impresa Cancellu di Nuoro, con un ribasso del 18,111% sull’importo di 4.250.000 euro. L’imminenza della stagione estiva impone un’attenta valutazione sulle modalità di avvio dei lavori, fermo restando che si è ritenuto preferire il pronunciamento dell’organo giudiziario sul ricorso presentato dal Comitato dei pini”.

L’assessore Prevete ha poi ricordato altri due progetti per l’area a nord del lungomare di Torre Grande, da Villa Baldino al Centro Marino Internazionale: uno da 600 mila euro per la riqualificazione ambientale, con la realizzazione di un percorso pedonale lungo costa, il rinverdimento delle aree, la demolizione del chiosco acqua marina; e uno da un milione 800 mila euro per la pista ciclabile da Villa Baldino all’Imc, in continuità con il lungomare di Torre Grande, con illuminazione pubblica sulla strada per il porticciolo, parcheggi, marciapiedi e sottoservizi per i nuovi chioschi.

“È in corso di svolgimento la gara d’appalto per i lavori di riqualificazione e potenziamento del porto turistico e porto pescatori, per un importo di 7 milioni 295 mila euro – ha detto ancora Prevete -. Il porticciolo non resterà un corpo isolato dalla passeggiata del lungomare, sarà ben collegato con una passeggiata e una pista ciclabile ben illuminata. Relativamente ai chioschi le concessioni sono state rilasciate dagli uffici del demanio regionale. Attualmente la competenza sulle concessioni demaniali è in capo alla Regione”.

Sempre Maria Obinu, infine, ha illustrato (o tentato di farlo) l’interpellanza sulla riqualificazione di piazza Manno, argomento caldissimo di questi tempi.

Dopo aver esordito citando piazza “Mannu”, anziché Manno (lapsus aberrante per un consigliere comunale. ndr), che dimostra la superficialità con cui si affrontano gli argomenti, Obinu a parlato delle “…perplessità su questo progetto. Quella piazza ha una valenza molto importante, anche superiore a piazza Roma. Nel 2002 furono individuati i resti della torre di San Filippo e della cinta muraria. Nel 2020 l’amministrazione Lutzu ha deciso la riqualificazione della piazza anche ai fini di una valorizzazione storica, ma il progetto vincitore del concorso di idee non sembra rispettare il bando per la valorizzazione storica e architettonica. Ci pare che le amministrazioni Lutzu e Sanna vogliano continuare l’opera di cancellazione o “dannatio memoriae”, avviata nel 1908 con l’abbattimento delle due torri, deliberato dall’allora consiglio comunale. Chiediamo se non si sia pensato di fare nuovi sopralluoghi anche con l’utilizzo dei georadar, se davvero non si voglia capire l’importanza storica di quella piazza, sede della Reggia giudicale e testimone del nostro passato, anche attraverso ciò che rimane delle vecchie mura medioevali. Chiediamo, inoltre, di sapere perché si è aperto un cantiere senza prendere in esame problemi per il traffico, senza alcuna segnaletica per indirizzare persone e automezzi per raggiungere la via Duomo”.

A Maria Obinu ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Prevete: “Sgombriamo il campo dalla circostanza più fastidiosa a cui si continua a dare risonanza: che questa amministrazione non intende valorizzare eventuali reperti archeologici degni di pregio che si dovessero rinvenire durante i lavori di rifacimento della piazza Manno. Questa giunta ha finanziato una campagna di scavi archeologici che non era prevista dal progetto di rifacimento della piazza. Una campagna di scavi che verrà svolta proprio dove vennero interrotti nel 2002. È stata prevista la presenza di un archeologo durante l’attività di cantiere e lo svolgimento dei lavori come pattuito con la Soprintendenza. Non solo: abbiamo impiegato ulteriori risorse per usufruire di un altro archeologo che curerà lo studio e la cartolarizzazione di quanto emerso nella via Episcopio. Proprio stamattina, la dottoressa Vargiu, funzionario della Soprintendenza, ha chiarito come, fintanto che non saranno eseguiti i nuovi scavi, anche in modo più accurato rispetto al passato, non si è nelle condizioni di affermare che i reperti esistenti possano essere meritevoli di valorizzazione. Per valorizzare un reperto archeologico, prima di tutto occorre tutelarlo e non si può pensare di valorizzare un bene riportandolo esclusivamente alla luce. Talvolta, come già anticipato dagli archeologi, rinvenire un reperto per poi coprirlo con una lastra di vetro per renderlo visibile, sarebbe deleterio poiché lo esporrebbe ad un veloce processo di deterioramento.

Nessuno di noi ha mai detto che i resti delle due torri verranno ricoperti e nulla di quanto ritrovato negli scavi il 2002 sarà riportato alla luce – ha proseguito l’assessore Prevete -. Nulla di più falso. L’attività di rifacimento della piazza Manno non è incompatibile con un’attività tesa alla valorizzazione della cosiddetta Oristano sotterranea. Chi dice il contrario mente. Le due attività sono complementari, non alternative. Per questo motivo, stiamo lavorando a un nuovo concorso di progettazione per la valorizzazione dell’Oristano sotterranea, a cui seguirà, ovviamente, il nostro impegno per il reperimento delle risorse necessarie per la sua realizzazione. Infine, il problema del traffico: sono state predisposte idonee aree di sosta a disco orario e anche durante la conferenza stampa di presentazione dei lavori, il comandante dei della polizia municipale ha indicato le modalità con cui i cittadini potessero facilmente accedere alla via Duomo. È innegabile che un’opera di tali dimensioni arrechi disagi alla circolazione stradale, ma è altrettanto vero, che senza tale sacrificio, non si potrebbero svolgere i lavori di rifacimento della Piazza Manno”.

ll consiglio comunale di Oristano ha approvato le modifiche al regolamento per la disciplina dell’Imu. “Si tratta di un aggiornamento necessario per la corretta applicazione della norma e per rendere più chiari il contenuto di alcuni articoli”, ha precisato il sindaco Massimiliano Sanna illustrando le modifiche in consiglio comunale. Nel dettaglio, cambiamenti sono stati introdotti all’articolo 2 sulla determinazione del valore imponibile aree fabbricabili, all’articolo 4 sulle abitazioni possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari, all’articolo 5 sull’abbattimento del 25% della base imponibile per le abitazioni locate a canone concordato e, infine, all’articolo 6 sulla riduzione dell’imposta per immobili inagibili ed inabitabili. Approvazione anche per le aliquote e detrazioni Imu per il 2023. “Confermiamo le aliquote in vigore – ha detto il sindaco-. Nessuna modifica, quindi, e nessun aumento dei tributi”. Il consiglio comunale, su proposta del sindaco Sanna, ha approvato anche le modifiche al regolamento generale delle entrate tributarie e dei canoni Cimp e Cosap. Il nuovo testo prevede la sola applicazione dell’interesse legale e l’eliminazione della maggiorazione dell’1% sino ad oggi applicata. Davide Tatti (Prospettiva Aristanis) e Vincenzo Pecoraro (Udc) sono i nuovi rappresentanti di maggioranza nelle commissioni consiliari, in sostituzione di Carmen Murru che, con l’ingresso in giunta, è decaduta da consigliere comunale. Tatti è stato eletto nella 5^ commissione consiliare permanente “Sport, Impiantistica Sportiva, Politiche Giovanili, Turismo Sportivo”. Pecoraro, invece, è stato eletto nella 6^ commissione “Servizi sociali, Plus, Politiche abitative, Associazionismo, Pari opportunità”.

Nell’ultima seduta, il consiglio comunale di Oristano ha dedicato un momento di raccoglimento in memoria di Italo Ortu e Raffaele Manca, scomparsi nei giorni scorsi. È stato il presidente del consiglio, Giuseppe Puddu, a ricordare la figura dei due uomini politici. “So di interpretare le volontà dell’assemblea – ha detto Puddu – nel ricordare la figura dell’onorevole Italo Ortu, recentemente scomparso alla veneranda età di 97 anni, e quella dello stimato onorevole Raffaele Manca, che è venuto a mancare ieri. A Italo Ortu e alla sua dipartita il sindaco ha prontamente fatto riferimento il 25 aprile scorso, citandone il fecondo impegno nelle istituzioni, in occasione della cerimonia svolta al Parco della Resistenza – ha detto ancora Puddu -. Italo Ortu appartenne alla generazione democratica che si adoperò all’insegna dei valori, identitari e autonomistici, legati alla stagione della Rinascita, epopea che Ortu visse da protagonista, sostenendo la crescita culturale e pedagogica di giovani e adulti, e perciò il trapasso delle competenze fra più generazioni. Non a caso, nell’autunno del 1957, Italo Ortu fu tra i fondatori del Centro di cultura popolare (Unla) di Bauladu, realtà che coordinò, vivacizzò e diresse. Lo stesso Raffaele Manca (che il 19 giugno prossimo avrebbe computo 80 anni) ebbe un ruolo di spicco nella sede Unla di Macomer e Bosa, istituzione che guidò per decenni, nel solco della lotta all’analfabetismo e per l’acculturazione, teorica, pratica e professionale, di donne e uomini, giovani e adulti. Entrambi promossero con lungimiranza l’educazione permanente, le conoscenze, la formazione e i carismi rispetto all’ambiente sociale e alle sue complessità, dinanzi alle sfide della modernizzazione dell’isola e tenendo conto delle peculiarità dei suoi diversi distretti”.

Nato a Bauladu nel 1926, Italo Ortu fu dirigente storico del Psd’Az, consigliere e assessore regionale, capogruppo e segretario del partito, oltre che sindaco di Bauladu, in anni in cui contribuì a scrivere la storia del Sardismo quale antesignano difensore del bilinguismo e del Sardo, di cui introdusse l’uso nel consiglio comunale del paese di origine.

Per quanto riguarda Raffaele Manca, oltre che Parlamentare e consigliere regionale, fu sindaco di Norbello dal 1985 al 1992, ma al di là degli incarichi ( ricoperti in molte sedi) fu impegnato nel sociale sui temi della sanità, a tutela dei presidi territoriali pubblici della provincia e soprattutto del Guilcier e del Barigadu.

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