Gli asini non volano (di Mauro Pili).

“Quattro solerti servi del Palazzo, ignoranti e in malafede come pochi, si sono arditamente arrampicati sulle liane di viale Trento per affermare che la moratoria della giunta Todde avrebbe bloccato un impianto fotovoltaico a Gonnesa.
E’ falso! Siamo seri! Imparate a leggere!
Quella moratoria è e resta un’inutile bufala: non esiste nessuna sentenza del Tar Sardegna che blocca alcunché in base a quella norma farlocca!
Non sanno nemmeno distinguere un giudizio cautelare da una sentenza!
Il Tar Sardegna ha emesso un’ordinanza, non una sentenza (ignoranti), con la quale dichiara di non potersi pronunciare su quel ricorso perchè la norma regionale è sub iudice, sotto giudizio, davanti alla Corte Costituzionale!
E’ un’ordinanza “procedimentale”, non una sentenza! Ignoranti!
Peccato che questi “illustri” farlocchi di Palazzo si siano dimenticati di raccontare che nella stessa udienza il Tar ha emesso due sentenze (sentenze), con le quali, ignorando del tutto la moratoria, ha “condannato” il Ministero dell’Ambiente a decidere entro sessanta giorni su due progetti in Sardegna relativi a impianti fotovoltaici.
Se la Sardegna è in mano di certi cialtroni la devasteranno senza limiti!

“Adottare criteri trasparenti e partecipativi che vedano le amministrazioni locali come punti fondamentali di raccordo per la governance e per una transizione energetica compatibile con la tutela del patrimonio ambientale, storico, culturale e paesaggistico”. Lo chiede il Consiglio delle autonomie locali della Sardegna, che ha espresso il suo parere, non vincolante, sul disegno di legge sulle aree idonee per l’installazione degli impianti da fonte rinnovabile. “Tale processo – chiarisce il Cal nel suo documento – deve essere rispettoso del principio di sussidiarietà e garantito anche attraverso misure compensative adeguate in grado di assicurare un beneficio tangibile per le comunità locali”. Secondo l’organismo, poi, la Sardegna sconta “…numerose criticità, legate in primo luogo alla capacità della rete elettrica regionale, attualmente non in grado di sostenere una maggiore capacità di produzione e di accumulo pari a 6,2 Gigawatt”. Entrando nel merito del ddl, il Cal “…accoglie favorevolmente la proposta sulla creazione di comunità energetiche rinnovabili, evidenziando che questo modello, per poter essere funzionale, ha necessità di una serie di opportuni accorgimenti e correttivi legati principalmente alla sostenibilità economica dell’investimento, che si potrà realizzare solo con un’ampia partecipazione di soggetti, stimati in circa 30/35 mila utenze, che nell’isola equivarrebbero a costituire 50/80 Cer. Sarebbe opportuno che ogni Comune si dotasse di un regolamento per la gestione delle misure compensative rispetto a interventi di realizzazioni Fer sui territori comunali – osserva il Cal -. E sarebbe auspicabile l’inserimento del riconoscimento di un diritto di prelazione per le comunità locali che intendano costituire una Cer e partecipare attivamente alla gestione dell’energia”. L’organismo guidato da Paola Secci rilancia la proposta di vari sindaci di emendare il disegno di legge “…prevedendo che, in caso di classificazione delle aree minerarie dismesse come idonee, la proprietà delle stesse venga trasferita, se richiesta, ai Comuni di appartenenza”, ed evidenzia che il ddl non fa alcun riferimento alle riserve della biosfera e “…questo vuoto normativo potrebbe lasciare campo libero alla realizzazione di eventuali impianti in tali aree”.

I medici in pensione arruolati volontariamente nei progetti pilota delle Asl, proseguiranno il loro servizio fino al termine previsto dalla legge, il 31 dicembre prossimo. Lo ha precisato l’assessorato regionale della Sanità, a seguito della decisione del governo di impugnare la norma approvata dall’aula di via Roma, nel luglio scorso, per fronteggiare, almeno sino a fine anno, la grave carenza di camici bianchi nell’Isola. La legge sarda resta valida fino al verdetto della Corte costituzionale.

A Oristano, nuovo prolungamento, nel segno dell’arte contemporanea, per il ventiseiesimo festival Dromos.Per una mostra che ha chiuso i battenti due weekend fa, l’esposizione collettiva “Fu**king change, così giusto, così sbagliato”, un’altra si inaugura sabato 19 ottobre, alle 18.30, sempre nei ritrovati spazi del Foro Boario, per restare aperta, anche in questo caso, per tre mesi, fino al prossimo 19 gennaio. Curata da Ivo Serafino Fenu e promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, in collaborazione con la Fondazione Oristano e la Fondazione Mont’e Prama, si intitola “Kolossoi. Pastorello nell’Isola dei Giganti”. Titolo volutamente ambiguo e depistante, come già nel caso della precedente mostra “Fu**king change, così giusto, così sbagliato”, “…perché ambigua e depistante è la dimensione poetica e la narrazione proposta dal sassarese Giovanni Manunta, in arte Pastorello, uno tra gli artisti più capaci e determinanti del panorama artistico contemporaneo che la Sardegna sia riuscita a proporre negli ultimi decenni – ha spiegato il curatore, Ivo Serafino Fenu -. I colossi, viceversa, non possono non far pensare alla felice e insuperata definizione con la quale l’archeologo Giovanni Lilliu definì le statue monumentali ritrovate nel sito di Mont’e Prama e oggi, più banalmente, definite Giganti”. Pastorello rende omaggio a queste statue e allo stesso Lilliu, esplorando l’accezione etimologica del termine “kolossòi”, evitando una semplice celebrazione delle statue di Cabras, per presentare invece una visione metafisica e metastorica di un’isola popolata da giganti, creature feroci, alberi ancestrali, paesaggi pre e post-umani. Mondi sempre in evoluzione, abitati da figure seduttive e fatali, una sorta di “trappola visiva” creata da un artista che ha fatto della pittura la sua ragione di vita. Pittore puro, nelle sue opere Pastorello non trasmette messaggi oltre alla pratica pittorica stessa, creando paesaggi metaforici del processo creativo, che risultano ambigui e autoreferenziali. “Paesaggi come metafore del processo creativo in sé assoluto e intangibile – ha osservato Ivo Serafino Fenu – sì da far dire all’artista: “la pittura avvicina il soprannaturale alla natura: è l’ultima manifestazione del metafisico, naturale e innaturale non sono del tutto opposti, in quanto fanno parte di questo mondo il loro vero opposto è il soprannaturale”. La mostra è la più ampia dedicata a Pastorello, con oltre sessanta lavori dell’artista sassarese, molti dei quali inediti, alcuni provenienti dalla Collezione Giuseppe Demara, dalla Collezione Nicola Cocco e dalla Collezione Roberto Pisano. Tra le opere esposte, una monumentale installazione, realizzata in collaborazione con il ceramista Salvatore Farci e lo Studio K&P (Giovanni Manunta, Gabriele Moretti, Salvatore Piroddi e Giuseppe Tavera), che svela il significato nascosto del titolo. “Kolossòi” è un viaggio nell’universo artistico di Pastorello, un viaggio dove il confine tra mito e realtà si sfuma, “nel quale passare dalle vicissitudini di Odisseo a quelle di Gulliver è un attimo, nella quale i rapporti di forza e financo quelli proporzionali divengono relativi e precari – sottolinea ancora Ivo Serafino Fenu – perché è tutto un attimo anche vedersi trasformare da Polifemo in abitanti di Lilliput: quasi un monito per coloro che, convinti di abitare in un’Isola di Giganti, si sono scoperti minuscoli e fragili, o dei Don Quijote davanti ai mastodonti del vento e alla loro protervia”. Fortemente voluta dall’assessore alla Cultura del Comune di Oristano Luca Faedda per riaffermare il Foro Boario come punto di riferimento per l’arte contemporanea non solo per la città ma per tutta la Sardegna, la mostra “Kolossoi. Pastorello nell’Isola dei Giganti” sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro.
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